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Ripartire dalla Costituzione: l'acqua bene comune e diritto fondamentale

 

“Ripartire dalla Costituzione” è il titolo evocativo assegnato all’ultimo incontro del ciclo “Seminari internazionali di Diritto Pubblico Europeo”, tenutosi alla Facoltà di Economia dell’università Federico II di Napoli.

Ripartire dalla Costituzione: l'acqua bene comune e diritto fondamentale

Padre Alex Zanotelli. Fonte: mediconadir.it

Il popolo sovrano può riprendere il proprio futuro sulla gestione dei beni comuni, spiega il professore di Diritto civile dell’Università di Torino Ugo Mattei, uno dei redattori del referendum per l’acqua pubblica; dal 1989, dalla caduta del muro di Berlino, il settore privato è stato considerato come soluzione a tutti i guai prodotti dal pubblico, infatti prima esisteva ancora uno sforzo politico ben visibile di ridurre le disuguaglianze, ribadisce il professore, che sottolinea artatamente è stata creata una contrapposizione tra il concetto di sovranità dello Stato e il mercato come sovranità dell’individuo: esiste una categoria di beni comuni che vanno al di là delle due visioni, coinvolgendo i cittadini nei modelli di diffusione del potere. Ripartire dalla Costituzione dunque, sta a significare che la vera riforma in Italia dovrebbe essere la reale attuazione dei principi costituzionali.

Invitato a partecipare alla tavola rotonda è poi padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e ormai simbolo delle battaglie della cittadinanza in nome di una società più giusta e rispettosa dei diritti di tutti. Toccherà alla vostra generazione capire come salvare il Pianeta. Avete un compito immenso, dice con voce pacata ma decisa padre Alex rivolgendosi alla platea di giovani universitari

Dopo aver vissuto 12 anni nelle baraccopoli di Korogocho in Kenia tutto è cambiato in me. Oggi è la gente bianca che deve essere convertita, perciò ho deciso di dare una mano a quest’Italia che sta sprofondando. Viviamo in un mondo che nega il concetto di diritto: O’ Sistema, che ammazza per fame e per potere. Dove sono i diritti quando un miliardo e venti milioni di persone muoiono di fame, non perché il cibo non ci sia ma perché non si hanno i soldi per comprarlo? Il 20% dell’umanità si pappa l’80% delle risorse e prosegue: Questo 20% riesce a tenersi le risorse grazie alle armi. Ci avete fatto caso che i 24 miliardi di euro che servivano per la manovra finanziaria di correzione di Tremonti è la stessa entità che è assegnata alla Difesa? Tocca a voi immaginare uno stile di vita grazie al quale tutti possano vivere decentemente.

Riguardo all'acqua:

Avete mai pensato di privatizzare vostra madre? Dall’acqua discende la vita. Ormai l’oggetto del desiderio non è più il petrolio ma l’acqua, infatti la finanza già si sta occupando di smuovere i capitali. E’ la finanza a governare, non illudetevi, prosegue poi spiegando la necessità di riconquistare tutti insieme uno ad uno i beni comuni. Non si può vivere senza acqua e senza aria. Questi sono diritti. Quando la collettività se li riprenderà allora potremo dire di vivere in una democrazia. In nome della vita.

Alla fine dell’incontro si è data ampia possibilità ai ragazzi di fare delle domande. La prima è stata rivolta a padre Alex: Come si può promuovere il referendum per l’acqua pubblica o combattere delle battaglie quando l’informazione dei mass media è cosi palesemente manovrata da altri interessi?. Il problema dell’informazione è centrale, spiega il padre comboniano, con questa Tv non ci può essere democrazia. La società è piena di notizie ma non ha compreso la verità dei fatti, prosegue con una battuta: La più grande grazia che ho ricevuto durante il periodo nelle baraccopoli è stata perdere 12 anni di tv italiana. Ognuno di noi deve fare uno sforzo in proprio per informarsi, per esempio internet offre buon materiale. Spegnete la tv e leggete. E soprattutto non basta informarsi, è necessario che le informazioni si condividano con altre persone. Dobbiamo inventarci altre vie alternative ribadisce, padre Zanotelli.

La mia domanda invece ha riguardato il referendum sull’acqua pubblica e in particolare una nuova chiarificazione sul punto dibattuto dall’IDV, ovvero l’eventuale vuoto legislativo che potrebbe verificarsi e dunque portare la Corte Costituzionale a dichiarare illegittimi i quesiti referendari. Risponde il professore di Diritto pubblico Alberto Lucarelli, promotore della tavola rotonda e redattore del referendum: Non vogliamo mettere una bandiera bianca sul referendum prima di provare ad andare avanti come ha fatto l’IDV, redigendo un quesito che riguarda solo il Decreto Ronchi e non gli interventi pregressi di privatizzazione effettuati sul bene comune acqua. Stiamo già organizzando tre o quattro gruppi nazionali di studio che si concentreranno sugli eventuali problemi che la Corte potrebbe riscontrare. Inoltre i referendum non si inventano, sono e devono essere frutto di un percorso lungo, visto che toccano temi delicati. Rimane comunque la stranezza del cambiamento di fronte dell’IDV, che ha creato indubbiamente imbarazzo.

Pubblicato il 26/6/2010 alle 16.8 nella rubrica Articoli pubblicati per la rivista web www.contesti.eu.

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