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Gloriaesposito Solo i fatti contano
Master per esperti di shipping aziende dell'alta formazione

Il Master in “Shipping, Logisticae Strategia d’Impresa”, organizzato dalla Scuola di Alta Formazione dell’I.P.E.-Istituto per ricerche ed attività educative di Napoli- rivolto a brillantilaureandi e laureati magistrali, è giunto alla sua quinta edizione. Gratuitoper tutti gli allievi grazie ai contributi di importanti aziende partner- trale quali Confitarma, FratelliD'Amato Armatori SpA, Grimaldi Group, Gruppo Imperiali- il Master inShipping è ad oggi, a livello nazionale, l’unico corso di alta specializzazionevolto alla formazione di figure professionali esperte nel settore armatoriale edella logistica. “Questo master rappresenta un’opportunità  unica di alta formazione in un settore digrande rilevanza per una città come Napoli e per l’economia in generale”-spiega il professor Antonio Ricciardi, direttore scientifico del MIS - “e ilsuo punto di forza principale è rappresentato dal network realizzato con leUniversità, le società armatoriali e del comparto e gli studi di consulenzalegale assicurativa e fiscale”. A riprova dello stretto legame tra il master eil mondo del lavoro, a quattro mesi dalla conclusione della quarta edizione delcorso, l'80% circa dei partecipanti lavorava già presso imprese armatoriali, banchee intermediari finanziari e società di consulenza e logistica. “L’apprezzamentodimostrato dalle aziende nei confronti della nostra formazione non è dovuto soltantoalle competenze tecniche trasmesse in aula, ma anche all’attenzione dedicata apotenziare negli allievi le cosiddette “soft skill” come il team working, ilpublic speaking, il dress code, l’autovalutazione delle competenze, l’etica dellavoro e la flessibilità”- spiega Andrea Iovene,responsabile dell’Ufficio Job Placement dell’I.P.E - “Queste competenzerelazionali, difficilmente apprese in ambito universitario, risultano invecefondamentali per accedere al mondo del lavoro”. Ulteriori informazioni sonodisponibili sul sito www.ipeistituto.it.

Gloria Esposito- P.41 


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 30/4/2013 alle 13:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ipe, nuovo anno accademico dedicato all'occupazione
Anche quest'anno, all'inaugurazione dell'anno accademico 2012-2013 della Residenza Universitaria Monterone, gestita dall'IPE- Istituto per ricerche e attività educative- si è discusso di giovani e mondo del lavoro. La residenza Universitaria Monterone non è solo un collegio per studenti fuori sede, ma un centro di formazione che valorizza la preparazione dei ragazzi tout court, attraverso una vasta gamma di attività rivolte non soltanto ai propri ospiti, ma anche ai giovani napoletani che vogliono partecipare alle iniziative culturali promosse dalla struttura. "L'università non è solo studio, ma anche crescita, cioè ricerca, scambio di idee e passione per le varie discipline" spiega il direttore Alberto Faccini. proprio sulla ricerca e sulla forte necessità dell'Italia di investire in essa e nelle nuove generazioni per uscire dalla crisi è intervenuto il prof. Luigi Nicolais, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che spiega: "l'Italia che non innova non ha capito dove va il mondo: é necessario ripristinare l'assunzione all'interno delle università, aumentare gli investimenti nella ricerca e nella formazione di qualità delle nuove generazioni". E' sempre più stretta, infatti, la relazione tra imprese, che debbono necessariamente dotarsi di professionalità in grado di innovare, e l'alta formazione, purché questa non sia scollegata totalmente dal mondo del lavoro. "il mondo universitario e il lavoro devono integrarsi direttamente nella vita dei nostri giovani. L'IPE, da quando è nato, è cresciuto sempre di più: non solo gestisce residenze universitarie ma promuove master che hanno un placement medio del 90%: in tre mesi, nonostante la crisi, 9 alunni su 10 trova un posto di lavoro. Un risultato straordinario", afferma il senatore Raffaele Calabrò, presidente dell'IPE.


Gloria Esposito P. 43
Il Coro Universitario apre le selezioni per nuove voci

E’ già entrata nel vivo la nuova stagione concertistica del Coro Polifonico Universitario della “Federico II” di Napoli, che vanta importanti successi come, ad esempio, le perfomance con le orchestre "Nuova Scarlatti" e "Discantus Ensemble" e quella in occasione del “Giubileo delle Università” alla presenza del Papa. Proprio quest’anno il coro, fondato nel 1992 dal Maestro Joseph Grima e diretto dal 1999 dal M° Antonio Spagnolo, personalità di spicco nella compagine italiana della musica corale, festeggerà i suoi vent’anni di attività. Il primo appuntamento della serie di concerti a cui si assisterà quest’anno si è tenuto il 6 Ottobre scorso nel complesso monumentale di San Marcellino, associando i piaceri dell'ascolto della  musica -con una mattinata interamente dedicata a composizioni di grandi musicisti del passato legate al tema della buona tavola e del buon vino o birra- con quelli del palato, grazie alla degustazione di alcuni prodotti enogastronomici. Il prof. Luigi Frusciante, in quell’occasione, con il patrocinio della Facoltà di Agraria, ha illustrato anche le attività del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia. Il prossimo concerto, che sarà interamente dedicato al Natale e a festeggiare il ventennale del coro, invece, si terrà martedì 18 Dicembre 2012 presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo. Ancora, quest’anno sono state effettuate anche le selezioni per nuove voci; il coro è ad oggi è composto non solo di studenti ma anche di professori della Università “Federico II” e di personale non docente che, uniti dalla forte e comune passione per la musica e il canto, ne compongono l’organico. Per quanto riguarda poi le prove corali ordinarie, i partecipanti si riuniscono ogni martedì nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia, in via Porta di Massa, dalle 17 alle 19.

Gloria Esposito

 P. 45 - Rubrica Campus

 

 

 

 

Un master per i critici teatrali: visite- studio sui set delle fiction

Partirà a breve il settimo ciclo del Master di II livello in “Letteratura, Scrittura e Critica Teatrale” coordinato dal prof. Pasquale Sabbatino, direttore del Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università Federico II di Napoli. Numerose attività caratterizzeranno l’offerta formativa di quest’anno: oltre alle lezioni sulla letteratura drammatica italiana ed europea e sulle interrelazioni tra teatro e musica e teatro e cinema tenute da docenti dell’ateneo federiciano e da esperti, fondamentali saranno gli stage e i laboratori che vedranno protagonisti gli studenti nella realizzazione di testi teatrali e nella condivisione di allestimenti di spettacoli presso compagnie e teatri partenopei. Da segnalare nel percorso del master anche le prestigiose collaborazioni, ad esempio, con il “Napoli Teatro Festival” e con la Galleria Toledo diretta da Laura Angiulli, che prenderà il via il prossimo autunno. I giovani avranno poi l’occasione di visitare i centri RAI per assistere alle fasi di produzione delle maggiori fiction italiane. “L’intento è quello di far emergere nuovi talenti artistici in un ambito, quale quello teatrale, da sempre fervido e vitale nella nostra città, ma anche di contribuire alla formazione di figure professionali in grado di operare con titoli e competenze nel campo dello spettacolo in qualità non solo di autori, ma anche di critici, di editori di testi teatrali e di docenti di drammaturgia, molto richiesti, questi ultimi, nelle scuole non solo di recitazione”. Le domande di ammissione dovranno essere presentate entro il 28 settembre. Il bando è disponibile sui siti www.unina.it  e www.lisa.unina.it.

 

Gloria Esposito


P. 42 "Campus"

 

 

Suor Orsola: c'è il porte aperte per i beni culturali

L’Università Suor Orsola Benincasa aprirà, il 15 e il 16 Maggio prossimo, le porte dei suoi laboratori agli studenti degli istituti superiori per lanciare il nuovo corso di laurea magistrale in “Restauro dei Beni culturali”. Per  invogliare i futuri universitari a scegliere quest’indirizzo, infatti, i tutor del Suor Orsola accompagneranno i giovani nei locali dove lavorano i restauratori dei dipinti, degli affreschi, dei manufatti in legno o dei metalli preziosi e permetteranno agli aspiranti studenti di “Beni culturali” di cogliere l’opportunità di cimentarsi in interessanti esperimenti e prove pratiche. “Abbiamo scelto un nuovo modo di fare orientamento, un orientamento attivo, in cui il singolo studente viene messo nelle condizioni di provare concretamente una giornata di vita universitaria, con pillole di lezioni, domande, chiarimenti e soprattutto dimostrazioni pratiche” spiega Paola Villani, responsabile del Servizio di Orientamento di Ateneo. Per rafforzare ancor più quest’approccio concreto all’apprendimento, il nuovo corso di laurea magistrale in “Restauro dei Beni Culturali” coniugherà scuola e professione grazie al titolo di laurea che varrà come esame di Stato e che sarà direttamente abilitante alla qualificazione di restauratore di beni culturali. La possibilità per gli universitari di ottenere al termine degli studi la laurea- abilitazione nel settore del restauro, infatti, è la caratteristica più innovativa di questa magistrale: solo quattro università in tutta Italia, ad oggi, hanno ricevuto il placet per l’attivazione di questo corso, placet che arriva in seguito ad una severa procedura di valutazione di una Commissione Interministeriale Miur-Mibac, volta a verificare scrupolosamente la presenza di una serie di requisiti di eccellenza dell’attività formativa. “Per noi è un motivo di grande soddisfazione - spiega Giovanni Coppola, presidente del nuovo corso di laurea in restauro dei beni culturali del Suor Orsola - essere l’unico Ateneo del Mezzogiorno ad aver ottenuto l’attivazione del nuovo corso”; infatti, per il momento, oltre al Suor Orsola, solo altre tre Università in tutta Italia hanno ricevuto la doppia approvazione dei due dicasteri dell’Università e dei Beni Culturali: l’Università di Torino, l’Università “Tor Vergata” di Roma e l’Università di Urbino. Un buon risultato, dunque, che sembra coronare molti anni d’esperienza nel campo dei beni culturali: “soltanto negli ultimi quindici anni, l’Università Suor Orsola Benincasa ha svolto tantissimi lavori per la salvaguardia, la conservazione ed il restauro del patrimonio artistico e culturale della città di Napoli e della Campania” - spiega Anna Adele Aprile, responsabile dei Laboratori di restauro dei dipinti – “mettendo al servizio delle istituzioni in maniera completamente gratuita tutto il suo bagaglio di esperienze e competenze”. Esperienze e competenze che potranno servire anche ai venti studenti che a Settembre riusciranno a superare le selezioni per l’accesso al nuovo corso di laurea in “Restauro dei Beni culturali”.

Per info: www.unisob.na.it

Gloria Esposito

p. 45 Campus

Inchiesta camorra e imprese: arrestati docenti universitari e commercialisti
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 20 marzo 2012
Sorpresa e sgomento. Queste le reazioni a caldo da parte dei docenti di Monte Sant’Angelo. Già, perché quello di ieri notte non è stato un blitz come se ne sentono tanti nei telegiornali. Questa volta, infatti, tra gli arrestati ci sono anche professori di spicco della facoltà di Economia della Federico II di Napoli. I protagonisti – alcuni docenti e collaboratori di diritto tributario – che figurano tra le 60 persone coinvolte nell’intera operazione svoltasi prevalentemente in Campania, sono stati raggiunti di notte dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia, e pervenuta dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza.
 
L’inchiesta giudiziaria, che riguarda ben 16 persone nel ruolo di giudici tributari, in aggiunta a funzionari deputati al controllo fiscale e commercialisti, si è incentrata inizialmente sugli “affari illeciti” di esponenti del clan Fabbrocino, della zona di Nola e vesuviana; poi via via si è estesa fino a coinvolgere dipendenti pubblici e imprenditori.
 
Si può leggere da “Il Mattino” di Napoli: “Gli inquirenti e i finanzieri hanno accertato che decine di contenziosi tributari sarebbero stati oggetto di episodi di corruzione e che in tal modo si sarebbero risolti in maniera favorevole ai ricorrenti, spesso in odore di camorra, con grave danno per le casse dello Stato”.
 
I reati contestati nell’intera inchiesta ai vari indagati sono numerosi e molto “gravi”: dal concorso esterno in associazione camorristica al riciclaggio, dalla corruzione in atti giudiziari al falso.
 
Oltre all’esecuzione di arresti domiciliari, detenzione in carcere e divieto di dimora a Napoli, sono stati pure sequestrati beni immobili, titoli azionari, automobili per circa un miliardo di euro.
Studio e lavoro: ad Agnano parte la caccia ai cervelli
A Napoli fa tappa anche la quarta edizione del Campus Mentis, l'iniziativa di orientamento e formazione gratuita per l'inserimento lavorativo degli universitari under 29, laureandi e laureati triennali e magistrali con il massimo dei voti. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Centro di ricercaImpreSapiens dell'Università di Roma La Sapienza e promosso dal Dipartimento della Gioventù della presidenza del Consiglio dei Ministri. Grazie al successo dell'esperimento e, dunque, con il successivo ampliamento delle città coinvolte, è nato il Campus Mentis in Tour che "è un importante uniziativa pensata per moltiplicare sul territorio lo spirito e le attività del progetto di riferimento Campus Mentis" piega Fabrizio D'Acenzo, docente e direttore del Centro di ricerca ImpreSapiens della Sapienza. Questa edizione prende il via da Avellino e si fermerà a Salerno e a Benevento, e al Campus residenziale di Napoli, da lunedì al 2 Marzo. E' proprio ad Agnano che gli universitari più brillanti avranno modo di incontrare le imprese e mostrare il loro talento, anche con prove non convenzionali, come le attività sportive, infatti "le aziende sono alla ricerca non più solo di grandi solisti", ma anche di uomini che fanno gruppo, pronti ad affrontare le situazioni più diverse applicando il concetto di lavoro di squadra. Tutte le informazioni sull'iniziativa si possono trovare sul sito www.campusmentis.it.

Gl. Es.                                                          P. 50-CRONACA

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permalink | inviato da Gloria Esposito il 7/3/2012 alle 20:50 | Versione per la stampa
Open Week, l'orientamento che dura una settimana

Non è mai semplice scegliere, soprattutto l’università da frequentare. Proprio per questo, anche quest’anno, l’Università Suor Orsola Benincasa ha organizzato l’”Open Week”, un’intera settimana dedicata all’orientamento d’ateneo. Ciò vuol dire, in concreto, aprire agli studenti delle scuole superiori le porte di aule, laboratori, sportelli di informazione e centri di ricerca durante le “Giornate di Orientamento di Ateneo” che si terranno dal 13 al 17 Febbraio prossimo. L’iniziativa, promossa dal Servizio di Ateneo per le Attività di Orientamento, prevede numerose attività interessanti: dalle lezioni sulla storia del fumetto alla partecipazione attiva ai laboratori di archeologia e restauro, dall’inglese musicale ai cortometraggi in lingua spagnola, dalle lezioni di criminologia alla partecipazione alle trasmissioni radiofoniche di Run Radio, la radio ufficiale dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’”Open Week”, ormai giunto alla sesta edizione, l’anno scorso aveva già richiamato più di mille studenti delle scuole superiori campane. “L’evento è stato costruito su misura per le esigenze degli studenti delle scuole secondarie superiori, alle prese con la difficile scelta del corso di laurea più adatto alle loro ambizioni ed inclinazioni”, spiega Paola Villani, responsabile di Ateneo per le Attività di Orientamento, che aggiunge: “Al Suor Orsola abbiamo scelto un nuovo modo di fare orientamento, che non sia più un orientamento passivo, dove lo studente accompagnato dalla sua scuola si limita ad ascoltare presentazioni generiche dei corsi di laurea, ma un orientamento attivo, in cui il singolo studente viene messo nelle condizioni di provare concretamente una giornata di vita universitaria, con pillole di lezioni, domande, chiarimenti e dimostrazioni pratiche e se vogliamo anche con un po’ di ironia e di leggerezza”. Quest’anno, inoltre, per spiegare ancora meglio alle aspiranti matricole la vita universitaria, nello staff del Servizio di Orientamento, ci saranno anche dieci studenti dei diversi corsi di laurea dell’Ateneo che sono stati formati ad hoc attraverso il “Progetto Unidriver. Gli studenti e le scuole, dunque, che volessero gratuitamente partecipare ad una delle giornate dell’ “Open Week” possono prenotarsi entro il 9 Febbraio al Servizio di Orientamento e Tutorato di Ateneo del Suor Orsola al numero 081.2522350 o tramite email, all’indirizzo orientamento.ateneo@unisob.na.it.

Gloria Esposito

P.49- Campus

I tagli agli atenei
post pubblicato in Articoli pubblicati per la rivista web www.contesti.eu, il 17 ottobre 2010
 

La cosiddetta “riforma dell’università” non è neanche riuscita a sbarcare a Montecitorio, bocciata dalla Ragioneria di Stato per mancanza di copertura finanziaria, mentre i tagli sono già esecutivi da un pezzo perché introdotti dalla Legge 133 del 2008, la finanziaria tremontiana.

I tagli agli atenei italiani

Fonte img: kikamente.blogspot.com

Un po’ pochino come risultato per la Gelmini, super ministro che ha sempre disquisito sulla meritocrazia, degli altri però. Bisogna ricordare il famoso pezzo del Corriere di Gian Antonio Stella nel quale la Gelmini raccontava

Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione (…) E così, insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l'esame a Reggio Calabria dove c’era stato ‘il primato di ammessi agli orali’.

A parte questa nota biografica sul ministro, per capire il motivo di tante proteste in tutta Italia contro i tagli all’istruzione, ed in particolare all’Università, bisogna guardare i dati quantitivi: ciò che viene intaccato pesantemente dalle forbici governative è il Fondo di funzionamento ordinario degli Atenei, ovvero tutto ciò che serve per la manutenzione quotidiana delle strutture, per gli stipendi dell’organico, per le assunzioni dei giovani ricercatori precari. Le cifre? In totale alle università dal 2009 al 2013 saranno strappati ben 1441.5 milioni di euro, così ripartiti: su 7 miliardi di fondi fissi dati agli Atenei annualmente, da tre anni a questa parte, sono da scorporarsi nel 2009, tagli per 63.5 milioni di euro; nel 2010, tagli per 190 milioni di euro; nel 2011, tagli per 316 milioni di euro; nel 2012, tagli per 417 milioni di euro; nel 2013 tagli per 455 milioni di euro.

Tutto ciò, anche per l’entità delle risorse che verranno via via prelevate dai fondi universitari, non ha nulla a che fare con una reale riforma universitaria di riassetto in termini d’efficienza e d’efficacia. Gli stessi professori baroni spesso chiamati in causa, infatti, rimarranno al loro posto come sempre, con la differenza che i giovani ricercatori non avranno possibilità di entrare a lavorare negli atenei e di guardare con speranza al futuro: a rischio sarà il cosiddetto turn over cioè il ciclo costituito dai pensionamenti dei vecchi lavoratori e le nuove assunzioni.

Per ripianare i fondi ordinari mancanti, le Università pubbliche saranno costrette, dunque, a decidere di trasformarsi in fondazioni private (opzione contenuta sempre in un articolo della finanziaria tremontiana): le ricerche che non saranno finalizzate direttamente al mercato ma alla conoscenza, intesa come bagaglio culturale a lungo termine, saranno destinate a morire; gli studenti pagheranno rette sempre più alte e a mano a mano che il processo andrà avanti, solo i benestanti potranno permettersi di mandare i propri figli all’università. Praticamente, un salto indietro sociale all’università d’élite del secolo passato.

Ancora, per i ricercatori precari che oltre al normale lavoro loro assegnato devono quasi sempre sobbarcarsi la didattica, il futuro non è roseo: l’università avrà la possibilità di assumerli per tre anni, al termine dei quali i ricercatori saranno valutati in base alla propria produzione scientifica, e poi per altri tre anni. A quel punto si potrà accedere a una valutazione fatta su base nazionale -l’abilitazione scientifica nazionale, che corrisponde a quelle che furono le idoneità- per accedere al posto di professore associato, come si può leggere sul sito I Tempi.

E dove finiranno gli attuali precari a tempo indeterminato? Non si sa. Per questo in tutta Italia, i ricercatori hanno scioperato e hanno messo in ginocchio la didattica delle università.

Per non permettere che i giovani di oggi paghino sulla propria pelle ogni maledettissimo spreco delle generazioni precedenti.

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