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Gloriaesposito Solo i fatti contano
Caso FIAT- Formigli: Mentana all'attacco
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 23 febbraio 2012

Mentana attacca e colpisce, in diretta, calibrando le parole e i silenzi. E a farne le spese, durante il TG delle 20 di La7, una volta tanto è proprio il famosissimo Marchionne, che – ricorda in extremis, perfidamente, Mentana- “non paga le tasse in Italia”.

Il confronto che Mentana costruisce durante il tg serale è di ordine monetario e quasi “etico”, per sottolineare l’asimmetria di potere tra un “uomo di azienda”, simbolo per eccellenza dell’industria automobilistica italiana FIAT e il giornalista Corrado Formigli, ex collaboratore di Santoro, che, durante una puntata di Annozero di circa un anno fa, ha prodotto un servizio - insieme ad un collaudatore di “Top Gear”- sulle prestazioni di tre macchine sportive, cioè una Mini, una Citroen e l’Alfa Mito: quest’ultima, durante una prova su pista bagnata, risultava essere la più "lenta”.

Proprio per questo servizio Formigli, la Rai e Santoro sono stati convocati in tribunale: mentre il presentatore di Annozero è stato ritenuto estraneo alla messa in piedi del filmato, il giudice civile ha condannato in solido Formigli e la RAI a pagare un risarcimento al gruppo FIAT di 5 milioni e 250 mila euro per danni non patrimoniali - cioè morali, all’immagine dell’azienda - comprensivi dei 2 milioni per la pubblicazione della sentenza sulla stampa, più 1.750 milioni per il danno patrimoniale cagionato al gruppo FIAT, a causa della messa in onda del servizio.

La Rai ha già impugnato la sentenza di condanna per diffamazione, mentre Formigli dichiara che la decisione del giudice è “devastante”; infatti, “si tratta di una condanna senza precedenti, applicata sulla base del codice civile. Una cifra impressionante, del tutto insostenibile. Una sentenza che investe non soltanto la vita di una persona, ma le ragioni stesse della nostra professione”, spiega lo stesso conduttore della trasmissione di La7 “Piazzapulita”.

Nella sentenza viene rilevato come l’informazione contenuta nel servizio sia stata non veritiera”, “denigratoria”, “parziale” e “incompleta”, mentre Formigli, invece, ritiene che sia del tutto evidente “un’immensa sproporzione tra fatto e ammenda”, palesando un intento punitivo; infatti, solo “un milione e settecentocinquanta mila euro quantificano il danno patrimoniale, mentre ben cinque milioni e duecentocinquantamila euro rappresentano il danno non patrimoniale” arrecato al gruppo FIAT. Tutto questo - spiega ancora il giornalista - per “un confronto già peraltro realizzato dalla più autorevole rivista di settore, Quattroruote, la quale aveva sancito con tanto di responso cronometrico che l'Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde, una delle tre auto a confronto, era la più lenta su circuito, distanziata dalla Mini Cooper S di tre secondi e dalla Citroen DS3 di un secondo e mezzo. Insomma, il test di Annozero si era limitato a ribadire un confronto giá realizzato e mai contestato”. In studio in quella puntata di Annozero, dopo il servizio, Formigli poi si era lasciato andare ad un’altra considerazione, che lui stesso commenta così: “Mi sono limitato a constatare che la Mito “si è beccata tre secondi dalla Mini”, frase che, agli occhi di Fiat, è risultata un'insopportabile aggressione mediatica”.

Questa sentenza - che potrebbe anche diventare un precedente - volente o nolente sta sollevando di nuovo il dibattito sulla libertà di stampa. Infatti Mentana ha detto, durante il telegiornale di La7, testuali parole: “la Fiat non è una Onlus. E’ la più grande azienda manifatturiera d’Italia, ma non solo. La Fiat è anche proprietaria di un giornale importante, la Stampa, e di una influente concessionaria di pubblicità, Publikompass, oltre a essere il secondo azionista della Rcs, che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Non può non sapere quanto sia importante la libertà di informazione, e quanto la metta a repentaglio la minaccia di pene economiche gravissime per chi osa scrivere o dire cose sgradite. Un simile salasso pecuniario per la Rai e Formigli avrebbe almeno un minimo di giustificazione se la Fiat non avesse mai cercato di ingraziarsi i giornalisti, con viaggi premio a esotiche rassegne o gare automobilistiche, o se non avesse cercato di influenzare per decenni giornalisti di ogni ordine e grado con auto in prova illimitata. Ma la Fiat ha sempre usato abbondantemente del suo potere, della sua influenza e della debolezza della categoria giornalistica”.

“Che oggi si comporti da vergine insidiata dall’orco della mala informazione è tanto ingiusto quanto grottesco”- ha continuato Mentana, attaccando a viso aperto la FIAT- “Sarebbe giusto che al Lingotto, finché la sede della Fiat resta lì, si mettessero una mano sulla coscienza, e facessero un gesto adeguato di fair play. Perché un giornalista come Formigli guadagna certo più di un operaio di Pomigliano, ma infinitamente meno di un Marchionne, per di più pagando le tasse in Italia”.

Santoro sospeso per 10 giorni e sanzionato con mancata retribuzione
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 13 ottobre 2010
 Santoro sospeso per 10 giorni e sanzionato con mancata retribuzione
Una punizione esemplare. Propria di un paese meritocratico: si viene sospesi dal lavoro e addirittura si subisce il blocco dello stipendio.
 
Peccato però, che nel sistema Rai italiano – e non solo- nulla è mai come appare.
 
Santoro è stato sanzionato (a partire dal 18 ottobre) per un “Vaffan…bicchiere” rivolto a Masi, dg RAI, nell’introduzione della puntata di inizio stagione di Annozero, programma di punta di Raidue, che ogni serata attesta circa il 20% di share. Il giornalista aveva ripetutamente sottolineato nel suo monologo le pressioni subite dal direttore generale della Rai, lo stesso Masi, che avrebbe preteso quest’anno una par condicio ancor più stringente, con ospiti e collaboratori quasi schizofrenici: ad esempio a Travaglio si sarebbe dovuto affiancare Sgarbi, così da rendere la trasmissione un conglomerato di opinioni sempre e solo opposte e soprattutto urlate.
 
Bisogna anche ricordare che Annozero, come l’anno scorso, non aveva usufruito di nessuna pubblicità mandata in onda dalla Rai prima dell’inizio stagione e Travaglio e Vauro erano ancora senza contratto all’apertura, prestando il proprio lavoro gratuitamente.
 
Ma veniamo a ciò che può sfuggire. Avevo già scritto, in un mio precedente articolo pubblicato su AgoraVox “L’ennesima censura: Rainews oscurata”, delle intercettazioni di Trani, in cui compariva lo stesso direttore generale della Rai:
 
“Berlusconi, il presidente del Consiglio e il proprietario di tre canali televisivi Mediaset è stato intercettato indirettamente, durante l’inchiesta di Trani, mentre cercava di bloccare preventivamente la messa in onda su Raidue di Annozero, programma da sempre ritenuto scomodo dal premier, chiamando Masi, ancora l’attuale direttore generale Rai, il quale gli suggeriva a telefono che “nessuno può fare ex ante, neanche nello Zimbabwe (…) Tu oltre a richiamare le norme e fare le diffide non puoi fare”.
 
Ancora, Masi in un’altra intercettazione al telefono con Innocenzi, commissario Agcom, diceva riguardo alla puntata di Annozero sul caso Mills, “tu portami tutto quello che è possibile avere sulla famosa istruttoria perché quella è l’unica strada possibile (…) Noi con i telegiornali stiamo dando tutto un altro messaggio: vedi adesso come il tg1 ha trattato quell’argomento, il 2 come ha trattato l’argomento ma lo stesso 3 come ha trattato l’argomento… (…) Bisogna muoversi indirettamente (…)”
 
Riguardo alla sospensione per Annozero di due puntate, l’Idv, tramite il suo leader Antonio di Pietro, commenta: “Chiediamo le immediate dimissioni di Masi. La sospensione di Santoro e, conseguentemente, di Annozero per 10 giorni è la conferma che l’ordine impartito da palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite scomode è arrivato a destinazione”. Santoro dal canto suo promette: “Reagirò con tutte le forze e in ogni sede”.
 
Alla luce della meritocrazia, a quando le dimissioni e il blocco dello stipendio di Masi?
Santoro: la RAI vuole inserire o no Annozero nel prossimo palinsesto?
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 7 giugno 2010
 

Per chiedere una risposta chiara e definitiva alla RAI in merito alla questione, Michele Santoro ha dovuto convocare una conferenza stampa nella sede di viale Mazzini, trasmessa in diretta da Rainews.

“E’ vero che ormai da anni la mia trasmissione va in onda grazie ad una sentenza del Tribunale” - spiegaSantoro - “ma oggi qualcosa è cambiato: se non fosse uscita l’inchiesta di Trani con le intercettazioni, l’Autority avrebbe sanzionatoAnnozero con una multa abnorme e ci avrebbero fatto secchi”. Questo è il clima, per un programma che in media fa il 20% di share in prima serata e che tiene il timone in una Rai che è complessivamente disastrata.
 
“Se il direttore di garanzia Garimberti dirà che Annozero andrà in onda, allora rimarremo”, asserisce il conduttore, “ ma se non si ha la forza, lasciatemi libero assumendovi le vostre responsabilità”. In sintesi è questo che Santoro chiede: che la Rai si assuma la responsabilità di aver chiuso un programma che il pubblico vuole fermamente e che produce profitti per l’azienda.
 
Alla sinistra del presentatore è seduto Liofreddi, direttore di Raidue, che sembra partecipare alla conferenza solo per fare presenza o “per cortesia a Santoro”, come ha avuto occasione di ribadire lui stesso. Esilarante la sua risposta alla domanda di Luca Telese che chiedeva se volesse Annozero nel palinsesto di Raidue: “Il problema Santoro è sul tavolo del direttore generale e del cda per cui non posso fare una mia considerazione durante una trattativa in corso con i vertici”, cercando evidentemente di evitare di bissare la magra figura fatta alla prima conferenza stampa di presentazione di Annozero, in cui disse che se fosse stato per lui il programma non l’avrebbe messo in onda.
 
Interessanti poi le domande dei giornalisti seduti in platea: “Nessuno ha il coraggio di rispondere alla domanda legittima di Santoro. E’ un’azienda sovietica la RAI?” oppure: “chi rimborserà i cittadini dei mancati introiti di Annozero se il programma verrà chiuso?” e ancora: “Liofreddi non le pare di sottovalutarsi e di essere condizionato troppo dalla politica se non può neanche esprimere una propria opinione in merito alla vicenda?” E anche: “Chi farà il 20% di share se non Annozero: forse Paragone o Setta?”. Indicativo anche l’intervento di Rizzo Nervo, consigliere del cda RAI: “la domanda di Santoro è legittima ma non si può pensare che la risposta venga data attraverso una votazione del cda, perché sarebbe comunque espressione della politica. Van Straten ed io, dopo la pubblicazione delle intercettazioni di Trani abbiamo chiesto che il direttore generale facesse un passo indietro”.
 
“Bisogna decidere se la RAI deve rispondere a criteri industriali o politici” - riprende Santoro - “non possiamo stare a guardare il lento esaurimento degli spazi di libertà: se prima eravamo in dieci a ballare l’Alligalli adesso siamo in nove a ballare l’Alligalli…”, in riferimento al progressivo schiacciamento di tutte le trasmissioni ritenute “scomode” dai poteri forti. “Non c’è nessuna sensibilità al prodotto televisivo, non c’è premialità per chi fa le cose bene, non c’è concorrenza” - denuncia ancora il conduttore - “la Rai è diventata l’azienda del non si può fare. Se non ci può essere innovazione, sperimentazione, creatività che tv è? La tv è un si può fare”. Inoltre, prosegue ancora Santoro, prima si proponevano nomi per la dirigenza RAI anche tra quelli scomodi alla politica, adesso neanche l’opposizione lo fa più per cui“resistere dall’interno non ha più senso”.
 
Interviene poi anche Corradino Mineo, il direttore di Rainews24 che dice: “Santoro potrebbe essere un bravissimo direttore generale della RAI”, e se chiede un’inversione di tendenza all’interno dell’azienda per aumentare gli spazi di libertà “fa una battaglia anche per tutti noi”.
 
A conclusione Michele Santoro ribadisce: “Deciderà la RAI se vuole che io firmi l’ accordo oppure se vuole mandare in onda Annozero l’anno prossimo”. A noi telespettatori non resta che aspettare e agire poi di conseguenza.
Censure e diffamazioni in tv: le lettere di Travaglio e Santoro. Luttazzi e Guzzanti ancora epurati
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 23 febbraio 2010
 Censure e diffamazioni in tv: le lettere di Travaglio e Santoro. Luttazzi e Guzzanti ancora epurati
“Sarà capitato anche a te di frequentare persone che non si sarebbero dovute frequentare, stai attento perché ti capiterà” ha detto Nicola Porro, vice direttore de Il Giornale, a Marco Travaglio durante la scorsa puntata di Annozero. E Travaglio si è arrabbiato, come mai prima d’allora. Il riferimento che ha offeso il giornalista è ad una vecchia questione: D’Avanzo aveva scritto nel 2008 che Travaglio si sarebbe fatto pagare le vacanze del 2003 da un mafioso, ma la questione si era chiusa con la pubblicazione dell’assegno che il giornalista aveva regolarmente emesso e con le scuse dello stesso D’Avanzo.
Ovviamente una calunnia non può essere impunemente reiterata in tv soprattutto se in continuazione per cui Travaglio, visibilmente scosso, ha deciso di scrivere su Il Fatto Quotidiano una lettera indirizzata a Santoro in cui si legge: “Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d’altro”. Il fulcro del problema, per Travaglio e non solo, è che molti giornalisti non entrano nel merito delle questioni (in quella puntata si parlava di Bertolaso e della Protezione Civile spa) e “invece di contestare i fatti che racconti, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta”. E conclude: “Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un’idea migliore?”
Michele Santoro, sempre su Il Fatto Quotidiano, ha risposto a Travaglio con una lettera a mio avviso toccante: “Sai che mi sono battuto con tutte le mie forze per includerti con un regolare contratto e non come ospite occasionale nella nostra trasmissione. Sono fiero di poter dire che tu sei parte della Rai e del servizio pubblico. Come dovrebbero esserlo Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi e tanti altri. All’inizio di Annozero ero convinto che con il nostro ritorno avremmo portato a casa una vittoria importante contro la censura e che presto il mondo sarebbe cambiato. Non è successo”, scrive Santoro, aggiungendo: “ se la televisione è perfino peggiorata non è solo colpa di Berlusconi e dei suoi “trombettieri” ma di chi avrebbe dovuto contrastarlo e non l’ha contrastato e anche di quelli che scelgono di battersi pensando di essere gli unici a farlo con coerenza. Cavalieri senza macchia e senza paura che vogliono segnare a tutti costi una differenza dal resto del mondo, che mettono la loro purezza e senso dell’onore prima della libertà”.
Da tutto ciò si desume la gravità del momento storico in cui viviamo e l’irrecuperabilità della libertà di parola in tv e di stampa per la volontà dei “piani alti” di riproporre la “legge Bavaglio” contro le intercettazioni e le pubblicazioni delle stesse, per la volontà di spegnere la libertà di espressione in internet con la rettifica obbligatoria anche per i blog, per il modo in cui la legge sulla par condicio serve solo a chi il potere televisivo lo ha già. Allora Travaglio e Santoro hanno ragione entrambi, chi si infervora per le calunnie da parte di chi ha le spalle coperte dalla ricchezza e chi cerca di tenere i fili saldi per evitare di essere cancellato. Ma che paese è un paese del genere?
Con Il Fatto Quotidiano da poco è uscito il dvd del Decameron di Luttazzi - censurato da La 7- irriverente, geniale e mai volgare, in particolare se si confronta con l’esibizione di Emanuele Filiberto a Sanremo, trasmessa pure senza bollino rosso. E’ soprattutto uno spettacolo pieno di una satira lucida e graffiante nell’analisi: “riuscirò prima o poi ad andare in onda in prima serata di sabato sera”, dice ridendo Luttazzi tra una battuta e l’altra.
Povera libertà italiana, ceduta per un pugno di soldi e per qualche peccato redento.
Il de profundis di Annozero
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 2 ottobre 2009
 
Ieri ad Annozero, intervista a Carl Bernstein. Il premio Pulitzer per il caso Watergate, ha spiegato chiaramente in che condizioni l’Italia versa: il modus operandi di Berlusconi ricorda più il sistema stalinista che non una democrazia, in quanto a restrizioni della libertà di stampa.

Patrizia D’Addario dal canto suo, ha ribadito di essere stata nella villa di Berlusconi due volte.

La prima sera non si è fermata dopo cena, per cui Tarantini, l’imprenditore che l’ha presentata a Palazzo Grazioli, le ha decurtato ben 1000 euro dei 2000 pattuiti inizialmente.
 
La seconda volta, invece, ha trascorso la notte con il Premier, affinchè l’aiutasse a velocizzare la pratica di un progetto in Puglia a cui teneva molto. Berlusconi quindi le ha promesso un aiuto, ma non ha mai mantenuto la promessa.
 
Però il pezzo forte della sua intervista è un altro: la D’Addario asserisce che Berlusconi sapeva che tipo di lavoro facesse e aggiunge che, in entrambe le serate a Palazzo Grazioli, oltre lei, c’erano altre escort.

Come finirà quindi la situazione per Annozero, dopo i ripetuti tentativi da parte della RAI di bloccare la messa in onda dell’ospite più attesa della serata (e probabilmente di sempre)? E cosa ne sarà della libertà di stampa in questo paese?

Il 3 Ottobre diventa quindi sempre più essenziale la presenza di tutti i cittadini che vogliono difendere la libertà di parola e di stampa, alla manifestazione organizzata dal sindacato nazionale dei giornalisti (FNSI) a Roma, Piazza del Popolo, dalle ore 16:00.
Santoro chiede aiuto
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 10 settembre 2009
 

Dal sito di "Annozero", il programma di appronfondimento giornalistico di Michele Santoro, si richiede la solidarietà di tutti coloro che apprezzano la trasmissione.

 

Nel post "DIFFONDI I NOSTRI SPOT" si legge:

Cari amici,
sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza - giovedi 24 Settembre alle ore 21 su RAIDUE e in diretta streaming sul sito della trasmissione- e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

 

NB: gli spot sono anche su Youtube


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 10/9/2009 alle 21:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Santoro e l’autunno caldo della RAI
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 1 settembre 2009
 

Ancora una volta la Rai si distingue per la sua strenua volontà di informare. Già Augusto Minzolini, direttore del Tg1, decise (autonomamente?) di cassare un piccolo dettaglio o “pettegolezzo” - come lo chiama lui - ovvero l’intera vicenda in cui era coinvolto Berlusconi e alcune escort portate a palazzo Grazioli per “intrattenere” gli invitati.

Peccato che tutto il mondo sembrava non parlare di altro. Adesso la Rai è in ritardo nel rinnovare i contratti dello staff del programma “Annozero” di Michele Santoro, perchè sembra che qualcuno non gradisca la presenza di Marco Travaglio in prima serata. Il giornalista infatti, ha il brutto vizio di informare i cittadini dei processi in corso e di elaborare in maniera organica i fatti che quotidianamente vengono spacchettati dai mass media per far perdere il filo delle vicende.

A metà Aprile, il direttore generale Mauro Masi decise di sospendere Vauro in seguito ad una sua vignetta sul terremoto giudicata “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti”dal cda della Rai e Santoro riuscì a riaverlo solo dopo un braccio di ferro, ribadendo che Annozero non può esistere senza lo staff che ci lavora; ora è il turno di Travaglio? “Già nella passata edizione quello di Travaglio era l’unico testo che doveva essere letto preventivamente dal direttore di rete Antonio Marano”,spiega Giorgio Van Straten, consigliere Rai del Pd, “e anche se ci sono state polemiche sugli interventi di Travaglio l’unica sospensione di Mauro Masi ha colpito il vignettista Vauro”.

Il problema è che il Annozero rischia di slittare ad Ottobre anche se il consigliere esclude la possibilità che il programma venga chiuso perché “in tutte le vicissitudini giudiziarie con la Rai, Santoro ha sempre vinto”. In realtà c’è una ragione molto semplice per cui Annozero dovrebbe essere reinserito nel palinsesto Rai: è finanziato esclusivamente dai ricavi pubblicitari e non dal canone.


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 1/9/2009 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Antonio Di Pietro e Michele Santoro minacciati
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 5 giugno 2009
 
In una lettera indirizzata al leader del partito “Italia dei valori” Antonio di Pietro e ad un senatore dell’Idv Stefano Pedica, è stato trovato un bossolo depotenziato di grosso calibro e la scritta “morirai”. Di Pietro replica dal suo sito: “Questo segnale mi dà ancora più forza e il dovere di riscattare il Paese” - ed esprime anche - “solidarietà a Santoro”.

La stessa azione intimidatoria infatti è stata intrapresa anche contro Michele Santoro, conduttore molto discusso di “Annozero”, il programma di approfondimento costantemente minacciato di chiusura dai poteri forti. “Da parte mia non posso che continuare a fare il mio lavoro” - ha commentato Santoro dopo aver ricevuto la nefasta missiva alla Rai in viale Mazzini. A Roma la DIGOS si sta occupando del caso.

Santoro e Di Pietro rappresentano due simboli, anche se diversi, dell’Italia che vuole cambiare. Non è quindi una casualità che la minaccia sia stata rivolta a loro e che i mass media stiano passando questa notizia sotto silenzio.
 

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permalink | inviato da Gloria Esposito il 5/6/2009 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Santoro di nuovo nei guai:inchiesta nei confronti della trasmissione
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 14 aprile 2009
 
La puntata di “Annozero” di giovedì scorso è stata molto impegnativa: nessuno avrebbe voluto indossare i panni di conduttore, perché il terremoto continua ad essere una ferita per tutti gli italiani e si sa, quando si parla di temi scottanti come le tragedie, la ricetta tutta italiana è quella di complimentarsi per il lavoro svolto dai soccorritori e chiudere lì la questione. Peccato che lo stile di Michele Santoro e del suo staff sia un po’ diverso da quello del giornalismo imperante in tv e implichi come dovere morale porre domande intelligenti e pretendere delle risposte che non siano solo degli slogan.

Santoro in apertura ha premesso che la protezione civile e i volontari hanno fatto il possibile e anche di più per aiutare, ma la trasmissione era un approfondimento per capire se l’Italia (in particolare il Sud) non sia poco attrezzata contro i terremoti, a causa dei fondi insufficienti; per capire di chi è la colpa per gli edifici costruiti male; e soprattutto per comprendere la generale mancanza di prevenzione dei sismi: in sintesi, si volevano cercare le concause del disastro. Gli ospiti incalzati da domande secche, hanno tentato di evitare le domande (tranne l’ex magistrato pm De Magistris, che ha accennato agli “interessi” dei potenti che girano intorno a queste sciagure, vedi il legame dell’Impregilo con il crollo del nuovo ospedale a L’Aquila e con l’emergenza rifiuti a Napoli) come il direttore di “Il Giornale” Mauro Giordano che urlava soltanto “vergogna! vergogna!” dopo alcuni servizi di “Annozero” che rendevano palese l’assoluta mancanza di preparazione del territorio per affrontare le emergenze e che la Protezione Civile ha dovuto con fatica fronteggiare.
 
Ovviamente, qualche giorno dopo, ecco scatenarsi il putiferio di articoli di giornali e di esternazioni di politici contro la trasmissione e l’avvio, in sede Rai, di approfondimenti sulla puntata in questione, definita da Gianfranco Fini “semplicemente indecente”.
 
E già, perché non sono indecenti le imprese edili che hanno permesso che alcune case costruite recentemente (vedi la “casa dello studente”) crollassero come castelli di carta, non è indecente il fatto che lo Stato e il governo locale intervengano sempre dopo le sciagure e mai prevenendole come in tutti paesi civili.
 
È indecente il giornalista che fa domande schiette ai politici che dovrebbero dare delle risposte serie agli italiani (teoricamente sono pagati per questo) e non quello che sveglia nel cuore della notte i terremotati per chiedere come stanno. Annozero è davvero “l’unica cosa stonata in questa tragedia” come dice il Presidente della Camera, non lo sono certo tutti coloro che grazie alla corruzione o ad interessi personali hanno permesso l’aggravarsi dei danni causati dal terremoto.
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