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Gloriaesposito Solo i fatti contano
Nasce "Napolions", la città attiva umanitaria
post pubblicato in Comunicati stampa, il 20 ottobre 2013


LIONS CLUB NAPOLI MEDITERRANEO news

NASCE NAPOLIONS, LA CITTÀ ATTIVAUMANITARIA

a cura di Gloria Esposito, comunicazione e pubbliche relazioni

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Una città amministrativa virtuale: un sindaco e una giunta di dodici “Cittadini Politici Attivi Umanitari”. Questo è “Napolions”, il progetto presentato presso l’antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli durante laconferenza sulle iniziative promosse nel 2013 dal Lions Club Napoli Mediterraneo. I dodici “assessori” nomineranno quattro cittadini“salva-Napoli”, con il compito di andare in giro per la città e segnalare mancanze o malfunzionamenti.

Il progetto, però, non si fermerà alla mera constatazione dei problemi di Napoli:“durante l'anno lionistico verranno avanzate proposte concrete da portareall'attenzione delle varie istituzioni”, assicura l’avv. Enzo Vitiello, presidente del Lions Club Napoli Mediterraneo, che spiega come “la cittadinanza attiva è sempre piùpossibile in Campania grazie alla legge sulla sussidiarietà orizzontale approvata dalla Regione”. La fondazione della città virtuale Napolions,inoltre, va a collocarsi nel decimo anno della Carta della Cittadinanza Umanitaria Europea.

Alla presentazione sono state rese pubbliche, per la prima volta, anche le altre iniziative promosse dal Club.

L’ “Accademia per l’Educazioneall'Amore”- inteso in senso lato, come scelta di vita nei riguardi del prossimo- è un’iniziativa che propone un viaggio fattodi dodici tappe per scoprire un modo di essere genitori e coppia nell’autenticità, nella consapevolezza, nell’amore incondizionato e nella libertà. “Si può parlare d’amore solo se si è inquieti interiormente, se siporta avanti una ricerca perpetua rispetto a se stessi e agli altri”- spiega Bruno Daniele, fondatore dell’Accademia e formatore motivazionale e terapeuta in psicosintesi. Unaltro progetto di rilevanza internazionale,portato avanti dal Lions Club Napoli Mediterraneo, è “Cittadinanza Attiva Umanitaria per Medjugorie”: meta di grandi pellegrinaggi spirituali, ma anche coacervo di grande povertà e arretratezza.“Porteremo il nostro modo di fare cittadinanza attiva, metteremo in atto progettivolti ad aiutare le persone del luogo, sostenendo così, al contempo, sia icittadini di Medjugorie, sia i pellegrini che arrivano nel luogo di culto”, sottolinea la dott.ssa Rossella Fasulo VicePresidente del Club.   

Alla presentazione, è intervenuta anche la dott.ssa Stefania Russo, presidente del Comitato scientifico della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la quale ha spiegato l’importanza delle operazioni di disostruzione pediatrica e come, imparando delle semplici manovre, si possano salvare delle vite, specialmente per quanto riguarda i neonati e i bambini, nelcaso in cui, ingoiando magari degli oggetti, i piccoli non riescano arespirare; “è essenziale per tutti  imparare le manovre salva vita, dopo quattro minuti, in caso di ostruzione totale respiratoria, non c’è già più niente da fare”, ribadisce la dott.ssa Stefania Russo,pediatra dell’ASL 1 di Napoli.

Ancora,un altro progetto che si concretizzerà durante l’anno lionistico è “Certoconsumo”, un marchio collettivovolontario che il Lions Club Napoli Mediterraneo, ImpresaConsumatore e l’Istituto Deming rilasciano gratuitamente alle imprese, enti, istituzioni,associazioni e mass media operanti in Campania che promuovono e garantiscono i diritti dei cittadini, la tutela della salute e del benessere dei consumatori ed osservano modelli comportamentali in linea con l’etica degli affari del consumo e della responsabilità sociale di impresa.

 


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 20/10/2013 alle 11:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Balletto di cifre sulla raccolta differenziata a Napoli
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 18 agosto 2011


La politica ha bisogno della comunicazione; per essere davvero efficace, deve lanciare un’idea e farla entrare nella testa degli elettori. Anche se esagerata, anche se immaginifica.
 
Dopo le elezioni però, si torna alla realtà. Quello che stupisce è il modo con cui i politici rimandano questo momento. E’ anche il caso del neoeletto sindaco Luigi De Magistris con le cifre sulla raccolta differenziata, raccolta che è stata suo cavallo di battaglia nella campagna elettorale a Palazzo San Giacomo ed è tuttora obiettivo prioritario della nuova amministrazione in una città che come Napoli è squassata ciclicamente dall’emergenza rifiuti.
 
Fin dai duelli elettorali con Lettieri, candidato sindaco del PDL, De Magistris lanciava l’obiettivo di portare in soli sei mesi la raccolta differenziata al 70% nella città partenopea (la raccolta a Napoli nel Luglio 2011 si attestava intorno al 17% e i comuni italiani più virtuosi riescono a differenziare circa il 60%); in realtà qualche cittadino rimaneva stupito nel sentire una cifra così alta da raggiungere in così poco tempo (più volte, peraltro, rinfacciatagli pubblicamente dal suo avversario Lettieri) ma in campagna elettorale qualche esagerazione, soprattutto di rottura con un passato non certo roseo, può anche passare. E’ indice di voler puntare in alto, di alzare l’asticella sempre di più per fare ancora meglio.
 
Il 15 Agosto scorso De Magistris rilascia un intervista a Roano, giornalista de Il Mattino, che gli chiede se è sicuro che raggiungerà entro fino anno il 70% della raccolta differenziata; il sindaco ribadisce: “Sì, se il governo sblocca i fondi e credo che lo farà, entro il 31 dicembre avremo tutta la città coperta dal porta a porta. Nel nostro crono-programma sui rifiuti siamo avanti”.
 
Stavolta è il presidente dell’Asia, Raphael Rossi, a correggere un po’ il tiro del sindaco: “gli obiettivi politici spesso hanno un’asticella troppo alta e io non voglio impicciarmi dietro le cifre”; Pappalardo nell’intervista su Il Mattino domanda se si avrà un 40% di raccolta differenziata quando si allargherà il servizio porta a porta e Rossi risponde “forse, un po’ meno, ma è già un grande risultato”. Il 70% di De Magistris, invece, si avrà solo in riferimento a coloro che verranno raggiunti dalla raccolta porta a porta (che nel 2012 si spera saranno mezzo milione di napoletani) non rispetto a tutti gli abitanti partenopei.
 
Le cifre reali, non gonfiate, sono comunque di tutto rispetto. Ogni tanto anche i politici dovrebbero utilizzarle e “vedere l’effetto che fa”.

Intervista a Luigi De Magistris, candidato sindaco di Napoli
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 23 maggio 2011

AgoraVox incontra Luigi De Magistris, candidato a Sindaco per il Comune di Napoli. 

Quali sono i punti prioritari del suo programma?
 
Il primo punto per poter far ripartire la città è liberarla dai rifiuti: infatti la prima delibera sarà su questo tema, rompendo il sistema discariche-inceneritori, il rapporto politica- affari-camorra che c’è stato in questi anni – perché i rifiuti non sono un castigo divino o uno tsunami. Faremo la raccolta differenziata porta a porta e gli impianti di compostaggio, elimineremo anche l’attuale tassa sui rifiuti, che è altissima, introducendo una tariffa a seconda della quantità e qualità dei rifiuti che si consumano di volta in volta. Rilancio immediato della città quindi, dal punto di vista culturale, turistico e ambientale che significa non solo rilanciare l’immagine di Napoli ma anche creare una crescita economica della città; poi abbiamo le politiche industriali: dall’industria culturale cioè le fabbriche del sapere e delle conoscenze alle politiche industriale per lo sviluppo economico: Bagnoli, Napoli Est oltre il porto che ha prospettive enormi; del centro storico ho parlato soprattutto di cultura, botteghe dell’arte, piccole e medie imprese; Napoli Est: no all’inceneritore, sì alle politiche della green economy con la creazione di un grande polo dell’innovazione tecnologica, delle energie rinnovabili ed ecosostenibili in modo da poter ottenere dall’UE un’aria di defiscalizzazione di zone franche; per Bagnoli si deve fare quello che non si è fatto finora; io vengo dal Parlamento europeo, su Bagnoli si è concentrato il più grande investimento europeo in termini economici che ci sia mai stato, culminato in un sostanziale fallimento: al di là della Città della Scienza siamo al palo, le bonifiche non sono state fatte, il mare e le spiagge non sono state restituite, il turismo non è ripartito, non ci sono piccole e medie imprese, terziario e quant’altro.
Bisogna mettere insieme politiche industriali e sviluppo economico per creare le condizioni affinché il lavoro sia un diritto e non un privilegio che concede chi ha potere.
 
Con quali risorse economiche porterà avanti il suo programma?
 
E’ vero che troveremo una situazione di bilancio disastrosa ma è anche vero che potremo distribuire in modo diverse le risorse, con tagli agli sprechi: basta consulenze esterne d’oro, basta esternalizzazione di servizi, basta corsi di formazione fantasma, basta appalti gonfiati e spese inutili, e poi valorizzare i trentamila immobili del Comune di Napoli che producono passività (che potrebbero produrre attivo) e poi dall’alto rivedere completamente le politiche nazionali sotto il profilo del federalismo fiscale e municipale che gravano profondamente sul Mezzogiorno. E poi con politiche virtuose e dalle mani pulite noi siamo in grado di sbloccare anche i finanziamenti europei, a cominciare da quello sull’ambiente: 245 milioni di euro bloccati perché la Regione - a guida PDL, la stessa di Lettieri - ha continuato a proporre i termovalorizzatori e le discariche, l’UE ha detto sì, dal momento in cui questo approccio cambia potremo avere anche un ritorno in termini di finanziamento europeo. Napoli non ha bisogno di assistenzialismo pubblico: la città dal momento in cui viene liberata ha tutte le condizioni favorevoli per investire e fare economia: l’abbiamo detto prima, cultura, ambiente, turismo, imprese, piccole e medie imprese, botteghe dell’arte, centri commerciali naturali, bed and breakfast… Napoli ha bisogno che il Comune distribuisca in maniera più solidale ed eguale le risorse pubbliche ma poi c’è bisogno anche di capitali privati puliti e investimenti

Se non trovasse la collaborazione necessaria per portare avanti i suoi impegni, sarebbe il primo a denunciare certi apparati/sistemi che navigano contro?
 
E’ chiaro. Sto avendo in campagna elettorale e l’ho sempre avuto in questi due anni come Parlamentare Europeo un rapporto diretto con i cittadini: il mio modo di fare politica è stare tra la gente e questo è il grande successo anche di questa campagna elettorale, è la mia forza. Il sistema mi vuole morto “professionalmente” già da tempo quindi se mi dovessi chiudere nel palazzo sarei finito, e inoltre non credo sia un buon modo di fare politica. La prima cosa che farò sarà un patto con le forze sane e democratiche di Napoli. E’ impensabile che il sindaco da solo, con la sua giunta, possa risollevare e far rinascere questa città: dobbiamo dare l’esempio, idee, linee strategiche, mani pulite, garanzie, poi ognuno con la sua parte penso alle università, i poli di eccellenza, la ricerca, i sindacati, gli ordini professionali, gli industriali onesti… insomma c’è un mondo che, da come ho percepito in questa campagna elettorale, non vede l’ora di mettersi in movimento perché la stragrande maggioranza dei napoletani ama profondamente la propria città e non accetta più di vederla mortificata, umiliata e deturpata come in questi mesi e in questi anni.
 
Ha deciso di non apparentarsi in maniera formale con altri partiti ma è favorevole anche ad accordi sostanziali sulla giunta. Esclude o no la possibilità di scegliere, una volta sindaco, assessori provenienti da altri partiti?

Voglio chiarire in modo analitico il perché ho deciso di non fare apparentamenti formali. Fin dall’inizio mi sono candidato come sindaco per Napoli. La città sta vivendo una fase post-ideologica ma idealista; al di là delle idee che ha ognuno di noi non mi sono voluto caratterizzare né come sindaco dell’IDV né di una parte del centrosinistra e questo è stata la mia forza. Le oltre 35.000 preferenze “blindate” alla mia candidatura lo dimostrano dal momento che ho preso l’11% in più delle liste IDV, FED, Lista civica e Partito del Sud che complessivamente non sono andati oltre il 6-7%; il voto disgiunto mi ha permesso di prendere voti da PD, Sel, del centro ma anche dalla destra, come è giusto che sia perché il sindaco deve essere il sindaco di tutti.
Diverso è il discorso degli apparentamenti sostanziali che io chiamerei “convergenze”, “accordi”, “laboratori comuni” cioè sul programma. Non ho la presunzione di ritenere che il mio programma non sia migliorabile, sicuramente non sarà modificato in peius ma aperto al confronto anche con altre forze che all’inizio non mi hanno appoggiato, se vogliono migliorarlo saranno le benvenute.
La giunta non sarà fatta da partiti ma da persone oneste, competenti, credibili, coraggiose, con una storia alla spalle. Io andrò a individuare queste persone in sensibilità diverse… volendo liberare Napoli, mi viene in mente qualcosa di simile – facendo ovviamente le debite proporzioni – al ragionamento che fu fatto con la Costituzione Repubblicana, che non è di una sola parte: voglio far rinascere Napoli mettendo insieme i riformisti, i liberali, i moderati, l’area laica, l’area cattolica, la sinistra, i movimenti, la cittadinanza attiva, esponenti di una destra illuminata che non è quella cosentiniana di Lettieri.
Sarà in questo modo che formerò la giunta che avrà una grande componente giovanile, di donne, senza nessun assessore che ha governato o che è compromesso politicamente in qualche modo con chi ha governato nel partito unico della spesa pubblica in questi anni.
 
Conosce per lo più i nomi di coloro che saranno eletti in Consiglio Comunale. Qualitativamente la soddisfano quelli delle liste che la sostengono?
 
Fortunatamente non ho i problemi di Lettieri, che in campagna elettorale al primo turno, quando si svegliava, doveva fare un giro di telefonate per vedere se erano tutti a piede libero o se qualcuno era stato coinvolto in fatti di camorra.
La cosa bella delle nostre liste è che sono composte da persone magari mediaticamente non note, magari senza “pacchetti” di voti, ma che sono radicate sul territorio. Sono soddisfatto, in particolare, del fatto che sono persone delle estrazioni sociali più diverse: c’è l’intellettuale, l’esponente dei ceti popolari, quello della borghesia, del mondo del lavoro, dell’impresa… è un bel Consiglio Comunale perché è fatto da gente con grande entusiasmo e non è compromesso con apparati partitocratici.
Se solo pensiamo che il primo dei consiglieri eletti con Lettieri è Marco Nonno, uno che è stato arrestato e che ha avuto problemi giudiziari gravissimi… la dice lunga sul tipo di antagonismo politico che c’è con il mio avversario.
 
La accusano di aver utilizzato strumentalmente la carriera da magistrato per acquisire notorietà mediatica ed entrare in politica. Come risponde?
 
Rispondo dicendo che io volevo fare il magistrato, non dovevo utilizzare un bel niente; continuando a fare il magistrato avrei continuato a fare quello che sognavo di fare quando mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza e che volevo fare fino alla pensione, che mi dava molte soddisfazioni, anche da un punto di vista economico; e in un Paese normale avrei continuato a farlo.
La verità è che non mi sono fatto umiliare, schiacciare e mobbizzare dal “sistema”, mi sono rimesso in gioco al servizio del Paese, e gli ideali di giustizia, la passione e l’entusiasmo li ho portati in politica: forse da questo punto di vista è ancora meglio, perché la politica è il luogo dove più di ogni altro puoi fare qualcosa per la collettività, soprattutto per chi ha di meno.

Sia il cardinale Sepe che il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, hanno dato, in maniera più o meno esplicita, il loro sostegno a Lettieri.
Prevede delle difficoltà, da sindaco, nel confrontarsi con il mondo cattolico e con quella fetta di società napoletana molto attaccata al mondo del calcio?
 
Facciamo una distinzione: per quanto riguarda il cardinale Sepe non mi risulta che abbia appoggiato Lettieri; io non lo “tirerei per la giacchetta”, anche perché secondo me la religione è qualcosa che riguarda ciò che ciascuno di noi ha dentro. Io esprimo i valori del Vangelo in tutta una vita, non ho fatto una campagna elettorale correndo alle feste parrocchiali per poi uscire con una foto sui giornali a braccetto con cardinali, vescovi o parroci, la religione e i valori cristiani sono qualcosa di molto serio per me. Credo di avere un grande consenso nell’area cattolica, tra i giovani cattolici, perché i miei valori sono quelli: solidarietà, uguaglianza, vicinanza agli ultimi.
Per quanto riguarda De Laurentiis, aspetterei la fine della campagna elettorale per fare un bilancio: credo che quella dichiarazione gli sia stata un po’ “strappata”. Io invece vedo aprirsi – anche se è bene prendere questi paragoni con le molle – una stagione di grande entusiasmo: dal lato della Napoli calcistica, che vede la sua squadra lottare per lo scudetto, e dal lato di una città amministrata finalmente da un sindaco che porta entusiasmo, vedrei andare molto bene le due cose insieme.
Anche qui Lettieri ha cercato un po’ di tirare per la giacchetta, ma ha dimenticato di dire che chi lo appoggia è il presidente del Milan…
 
Lo scorso novembre Marco Travaglio scrisse un articolo in cui la invitava ad autosospendersi dal suo partito, come da previsione dello statuto l’IDV: lei infatti era stato rinviato a giudizio per omissione di atti d’ufficio, accusa da cui è stato in seguito assolto nel merito. Ma, nel frattempo, cosa le costava dimettersi dalle cariche interne al partito, che non le avrebbe impedito né di proseguire a fare politica attiva né di continuare a fare l’eurodeputato? Perché ha scelto di addurre motivazioni (la pretestuosità delle accuse, ndr) già “sentite”?
 
No, non erano già sentite. Ho già spiegato tutto nei dettagli, sul mio blog e altrove: quelle erano accuse strumentali, che mi sono state rivolte da quando sono stato attaccato per come facevo il magistrato (soprattutto dal 2005 in poi). Sono stato costretto perciò a difendermi dalle accuse di persone che erano in qualche modo coinvolte nelle mie inchieste: o perché le avevo indagate, talvolta richiedendone l’arresto, o perché facenti parte di quei poteri “forti” che cercavano di distruggermi denunciandomi.
Io mi sono sempre difeso in tutte le sedi giudiziarie, ma ogni persona dotata di profondità capisce perfettamente che se avessi fatto un passo indietro, di fronte al fatto che avevano deciso appunto di distruggermi attraverso denunce, intimidazioni, querele e quant’altro avrei fatto il loro gioco. Invece è importante difendersi nel merito e dimostrare di avere ragione, cosa non sempre facile, avendo io attaccato anche parti del “sistema” di cui facevano parte anche alcuni pezzi della magistratura: è una sfida improba, non disponendo dei soldi necessari a pagarsi i grandi avvocati come fanno altri.
E nonostante questo ne sono uscito sempre archiviato, assolto o prosciolto, mentre i miei accusatori sono coinvolti in processi per fatti gravissimi di cui nessuno parla, come le avocazioni delle inchieste “Why not” e “Poseidone”, che mi sono state sottratte illegalmente, tant’è vero che sono parte civile in quei processi dove sono imputati magistrati, politici e professionisti per corruzione in atti giudiziari.

Lei è stato tra i primi politici ad usare in maniera innovativa il web, ha anche un’applicazione per iPhone che si chiama “Sindaco per Napoli”: l’ha trovata utile? Crede che internet possa essere una risorsa a cui fare sempre più riferimento, anche in ambiti diversificati?
 
Io sono stato sempre, da quando ho iniziato a fare politica attiva, e prima ancora da magistrato, un grande fruitore di internet e un grande comunicatore attraverso questo strumento: tra tutti gli europarlamentari il mio blog è il più visitato, e in questa campagna elettorale ho utilizzato moltissimo Facebook, Twitter, nonché il blog. Credo che internet sia un grande mezzo per comunicare, per connettersi e dialogare; non si sostituisce al contatto fisico, che a me piace molto e che ho messo in pratica il più possibile in questa campagna elettorale, mi piace guardare le persone negli occhi, stringere mani, parlare a tutti; ma è molto importante anche arrivare a chi non ho potuto incontrare fisicamente, e poi da internet mi arrivano molti spunti, suggerimenti, anche critiche – come è giusto che sia. Anche per questo nel mio programma è previsto il Wi-fi gratuito, non solo in Comune ma in tutti gli uffici pubblici, le piazze telematiche, l’allargamento dell’accesso gratuito alla Rete, che è un bene comune.
E io punto molto proprio sulle politiche dei beni comuni, tra cui appunto l’acqua pubblica, e internet è il bene comune del terzo millennio.


Il grottesco autolesionismo del PD napoletano
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 27 gennaio 2011
Il grottesco autolesionismo del PD napoletano
Mentre sul piano nazionale lo Stato sprofonda nei festini del premier “utilizzatore finale”, il PD pensa bene di tenere alto il livello politico locale. E lo fa attraverso le primarie. Primarie di coalizione che a Napoli sembrano diventare più che un momento di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, un regolamento di conti tra comari piddine.
 
Accuse di brogli e di compravendita di voti, ma anche piccoli screzi e risentimenti tra fazioni avverse. Tremante, il segretario provinciale del PD, dice: “Ho le prove di un patto tra Fulvio Martusciello (ndr: esponente del Pdl campano) e Andrea Cozzolino, che deve a questo la vittoria”. Quest’ultimo, che fino a prova contraria è il candidato ufficiale della coalizione di centro sinistra per le prossime comunali contrattacca: “Dichiarazioni false e irresponsabili, sono indignato, non si può sporcare una giornata di partecipazione democratica, così si getta fango su migliaia di persone e sulla città”.
 
Una lotta senza esclusioni di colpi, una fiction di cattivo gusto (qualcuno sta già pensando di copiare l’ultima boutade del premier “c’ho la fidanzata!” per giustificare il caos creato) che non fa altro che disilludere e allontanare dalla politica napoletana gli elettori.
 
La verità è che la candidatura del bassoliniano doc Cozzolino, giunta in extremis, aveva rimescolato le carte minacciando la quasi sicura investitura di Ranieri, il candidato prescelto da gran parte dell’apparato piddino (che, quindi, non ha preso bene la sua sconfitta) e aveva indisposto pure Oddati, ex bassoliniano, che prevedibilmente, come seguito di consensi, non poteva competere con gli altri due.
 
Quello che è certo però (al di là di eventuali irregolarità che saranno giudicate nelle sedi competenti) è che tutto il Pd esce sconfitto da queste primarie partenopee, dando un’idea di sé come di un’armata brancaleone, disorganizzata, poco compatta, in cui ognuno è disposto a fare le scarpe agli altri se c’è l’occasione. Soprattutto, rimane il dubbio che l’inadeguatezza dimostrata in questa occasione possa essere un ulteriore elemento negativo che infici una già difficile vittoria sulla destra, destra favorita ampiamente da questi ultimi anni di disastrosa gestione del Comune di Napoli da parte del centro sinistra.
 
Come ciliegina sulla torta, Bersani ha rinviato l’Assemblea nazionale del PD che doveva tenersi a Napoli; Roberto Saviano chiede di rifare le primarie e eventualmente caldeggia la candidatura di un pezzo da novanta della lotta contro la mafia, il magistrato Cantone; l’IDV paventa la prossima candidatura fuori coalizione di De Magistris.
 
Secondo me, Ridge alla fine ritornerà insieme a Brooke.
Capodanno, ancora un bollettino di guerra
post pubblicato in Articoli pubblicati sul sito www.lacampaniagiovane.it, il 3 gennaio 2011

NAPOLI - Bollettino di guerra a Napoli per i fuochi d’artificio di Capodanno: cinquecento feriti, quarantaquattro persone in gravissime condizioni e un morto a Crispano, nella provincia partenopea. Particolare è la storia di un ragazzo torinese di 28 anni che a Piazza Borsa è stato ferito al volto da un proiettile vagante, che poi ha espulso starnutendo mentre era ricoverato all'ospedale Pellegrini.

Girando con la macchina per festeggiare il nuovo inizio d’anno verso le 2 di notte, quando i botti sono per lo più terminati, la città sembra in stato di assedio. Un paesaggio surreale. Cassonetti infiammati, monnezza dovunque, cittadini che uscendo a piedi sono costretti a mettere davanti alla bocca le sciarpe per non respirare i miasmi tossici, fumate nere che sembrano inghiottire tutto e tutti. A Salvator Rosa ad esempio, ci si imbatte in un blocco della polizia municipale. A prima vista, sulla destra di una lunga fila di macchine, sembra scorgersi il triste e ormai solito incendio del cassonetto dei rifiuti ma le fiamme sono troppo alte, la macchina dei vigili è eccessivamente distante dal pericolo -ingombrando più di una corsia- per non generare un’inquietudine diffusa tra i guidatori a cui viene fatto cenno di pazientare. Appena il traffico ricomincia a scorrere, le auto si imbattono nel lugubre spettacolo di un'automobile nuova completamente divenuta falò insieme al cassonetto e al cartellone pubblicitario. A nulla servono le campagne di informazioni, a nulla servono le raccomandazioni e i blitz della Guardia di Finanza per il sequestro di tonnellate di esplosivi? “È un problema di coscienza”, come cantava Battisti e dunque, di irreversibile immaturità civica dei napoletani.


Sulle tracce della raccolta differenziata
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 3 gennaio 2011

Facciamo la differenza- Volontari per Napoli” è l’iniziativa che mira al riciclo dei cartoni attraverso un’operazione volontaria porta a porta nei negozi. La raccolta è avvenuta nella giornata del 31 Dicembre, proprio per evitare, nella notte di Capodanno, possibili roghi causati dai fuochi d’artificio a contatto con materiale infiammabile- com’è la carta e derivati- eventualmente abbandonato per strada.

Sulle tracce della raccolta differenziata

Alle ore 13.45 del 31 Dicembre 2010 ci si ritrova tutti a via Pessina con un furgoncino blu che ci attende e i volontari che materialmente porteranno avanti la raccolta. Sono tutti ragazzi, studenti universitari, giovani del gruppo Dam e volontari di Intercultura, associazione di scambi interculturali tra liceali, che hanno deciso di dedicare un pomeriggio al riciclaggio porta a porta dei cartoni.

Ci si divide in quattro “squadre”, ognuna delle quali responsabile di una zona del Centro e seguita a distanza da un furgoncino pronto a incamerare il materiale raccolto e a portarlo poi all’isola ecologica di viale Ponte della Maddalena.

Rigorosamente tutti muniti di cappellino e di giubbotto arancione fosforescente (sigh!) si incomincia l’avventura. Il nostro gruppo si incammina per via Duomo e si divide ulteriormente per chiedere ai negozianti se possono consegnarci i cartoni che dovranno buttare. Mi ritrovo così nell'area più “problematica” della lunga strada: molti negozianti a cui ci rivolgiamo asseriscono di aver appena provveduto a smaltirli. “Siamo in Svizzera”, penso.

Non mancano però i momenti divertenti o significativi. Un signore trova una soluzione originale al problema rifiuti, “bisogna differenziare le persone, altro che i materiali”, mentre un altro, a ben ragione, è visibilmente alterato perché poco distante dalla sua abitazione e dalla sua friggitoria c’è un enorme cumulo di spazzatura indifferenziata che rischia di andare a fuoco stanotte. “Abbiamo chiamato tutti, Vigili del fuoco, Polizia, Comune ma nessuno se ne frega. Una macchina quasi nuova è già bruciata li.” Cosa possiamo rispondergli? Niente, solo solidarizzare e scambiarci gli auguri. La montagna di monnezza- lo sa lui, lo sappiamo noi- rimarrà anche a Capodanno in Via del Carminiello ai Mannesi e sicuramente pure dopo.

Perseveriamo comunque nella nostra ricerca di cartoni e finalmente ne intravediamo i frutti: una signora, proprietaria di un negozio di scarpe, prima ci rifila la solita solfa “abbiamo già smaltito”, poi ci ripensa, esce dal negozio, ci richiama e urla: "qualcosa mi è rimasta”. Una pila enorme di scatole. Senza esitare la prendiamo.

E non è l'unica. Proseguendo, molti altri negozianti si sono convinti a consegnarci i cartoni e come gli altri gruppi, anche noi, nella zona più complicata, siamo riusciti a fare incetta di scatole e scatoloni.

Con gli altri volontari, passate ormai un paio d’ore, ci siamo ritrovati a piazza Dante e per un tratto, abbiamo proseguito la raccolta verso Via Roma. Una ragazza cinese, venuta a Napoli per studiare grazie ad Intercultura, dei nostri, era visibilmente stanca per quella lunga passeggiata.

Chissà cosa avrà pensato di noi, poveri giovani cittadini visionari, che in una città soffocata dalla monnezza, raccoglievamo cartoni porta a porta.

Berlusconi a Napoli, tutto come prima
post pubblicato in Articoli pubblicati sul sito www.lacampaniagiovane.it, il 28 novembre 2010
 

Finalmente, dopo giorni e giorni di emergenza, venerdì Berlusconi arriva a Napoli. Giunto nel pomeriggio in prefettura. Per fare, che non si sa. Forse, un altro miracolo. A cui però non crede più nessuno. Tanto che ad accoglierlo, in piazza Plebiscito, c’era un nutrito gruppo di dimostranti che gli rivolgevano inviti ed epiteti decisamente poco amichevoli.

Ore, giornate, mesi difficili per un premier costretto a tamponare mediaticamente ogni emergenza che in Italia si sta verificando: dal terremoto dell’Aquila all’alluvione delle province di Salerno, dal crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei all’esondazione in Veneto. Tutto sembra sbriciolarsi come il leit motiv di un regime in decadenza e questa volta, probabilmente, neanche un restyling, un po’ di trucco da clown e la promessa di un milione di posti di lavoro potrà servire a niente.

“Napoli è ridotta ad una cloaca” ha detto un negoziante intervistato. Topi, paura di epidemie, spazzatura in strada spalmata sulle strade dalle macchine, che correndo, la schiacciano e la spargono qua e la, sporcando anche gli ultimi metri puliti. Questa è diventata Napoli. Uno spazio grigio e “fetente”, abbandonato a se stesso.

L’emergenza nasce dal momento in cui non ci sono abbastanza siti in cui sversare le 9 mila tonnellate di immondizia già accumulate a Napoli e nell’hinterland e quelle che ogni giorno, ineluttabilmente, vengono prodotte dalla popolazione. Eppure il governo ha cancellato, nel decreto rifiuti, tre delle discariche - Cava Vitiello nel Vesuviano, Andretta in Irpinia e Valle della Masseria nel Salernitano - che lo stesso Bertolaso e la Protezione civile avevano già individuato due anni fa.

Nel frattempo, a Boscoreale i cittadini hanno occupato il municipio per difendere la chiusura della Cava Sari; proteste anche a Serre, dopo la decisione di riaprire la discarica Macchia Soprana, chiusa nel 2008 perché “Non c'è volumetria, tanto per iniziare, e poi non è mai stata messa in sicurezza e bonificata. Qui se si conferisce un solo grammo di rifiuto, si rischia il disastro ambientale. E poi la prima della quattro vasche, che è un sito di stoccaggio, è sotto sequestro da oltre due anni, chissà cosa ci hanno buttato dentro” spiega proprio Cornetta, il sindaco di Serre.

 

E così i cittadini pagano, ancora una volta sulla propria pelle, l’inadeguatezza della politica.

 


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 28/11/2010 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Contestazioni alla libreria Treves
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 16 novembre 2010


Contestazioni alla libreria Treves
Venerdì scorso alla storica libreria Treves, si è svolto un incontro per discutere di quello che purtroppo era successo il lunedì precedente: dei vandali, approfittando del buio notturno e delle fioche e inadeguate luminarie dei portici a piazza del Plebiscito, avevano sfondato le vetrine del locale, locale che ancora oggi rappresenta il fulcro della vita culturale napoletana.
 
All’iniziativa dal titolo “Legalità e sviluppo” erano presenti in sostegno di Rino De Martino della Treves numerosi cittadini e politici tra i quali Raffa, Scotti, Rispoli, Malvano e rappresentanti di diverse associazioni che stanno fondando una lista civica per concorrere alle comunali.
 
Mentre si svolgevano alcuni interventi, come quello del professore Francesco Forzati della coalizione “Napoli c’è” che sottolineava l’incoerenza di “una politica dell’illegalità e del mancato sviluppo che - dopo 15 anni di malgoverno bassoliniano - si ripropone nuovamente a governare Napoli” sono montate diverse contestazioni da parte di alcuni politici presenti che a loro volta sono stati invitati a dimettersi dai cittadini che ascoltavano il botta e risposta. Il dibattito è poi sfociato in un’accesa discussione sul tema Bassolino; sono volati parecchi insulti e la situazione per poco non è degenerata in rissa. Il giorno dopo, in proposito, silenzio stampa.
 
“Il movimento 'Napoli punto e a Capo' di Sergio Fedele e la coalizione 'Napoli c'è', che unisce varie associazioni cittadine, denunciano che alcuni quotidiani tra cui Il Mattino e Repubblica hanno del tutto omesso di narrare le contestazioni all’indirizzo di esponenti della classe politica locale. E’ preoccupante che i giornali napoletani non solo non diano voce alla parte più reattiva della cittadinanza, ma addirittura descrivano in modo falso avvenimenti pubblici, travisando la realtà dei fatti e omettendo di informare correttamente e obiettivamente i napoletani.
 
In mancanza di libertà, c'è AgoraVox.
 
Credits Foto: Napolipuntoacapo
Riprendiamoci le strade: i cittadini per riqualificare Napoli
post pubblicato in Articoli pubblicati per la rivista web www.contesti.eu, il 3 agosto 2010

“Riprendiamoci le strade” è la frase-chiave, l' essenza della volontà di un gruppo di cittadini napoletanidi riappropriarsi degli spazi lasciati a se stessi e perciò strappatialla cittadinanza.

Riprendiamoci le strade: i cittadini per riqualificare Napoli

Nuovi cestini a P.zza Medaglie d'Oro di Napoli. Fonte: riprendiamocilestrade.org

L’aspirazionedi rianimare luoghi poco valorizzati come Piazza Medaglie d’Oro alVomero nasce nel 2009 ad opera di cittadini comuni (senza perciòbandiere partitiche) stufi di vedere abbandonati spazi che potrebberoservire ad ospitare iniziative che aggreghino abitanti del quartiere enon solo. Da allora il gruppo ha ripulito la piazza chesi trovava in uno stato di abbandono e degrado. Prima di ogniiniziativa la piazza viene ripulita, vengono messi dei contenitori perl'immondizia supplementari ai pochissimi presenti in piazza; al terminedella serata vengono rimossi i contenitori e si ripulisce tuttonuovamente. Sono stati ripuliti e rimodernizzati anche i muretti dellapiazza in abbandono oramai da anni, inoltre sono state cancellatescritte razziste, svastiche, croci celtiche comparse in questi ultimimesi.

Il gruppo nel suo sito sottolinea solo ciò che non è, ovvero un'associazione,un partito o una sezione giovanile di un partito e dal canto loro iragazzi che ne fanno parte specificano di non essere soprattuttofascisti o neofascisti, razzisti, sessisti evitando ogni etichetta chepossa fare riferimento anche lontanamente ad ogni forma di intolleranza.

Leiniziative che vengono portate avanti, come i concerti, i tornei dicalcetto, pingpong e basket, i contest per writer e freestyler, leanimazioni per bambini e tante altre ancora, sono improntate allatrasparenza: tutto quello che si organizza e si realizza lo sidecide pubblicamente, alla luce del sole, durante le nostre riunioni. Isoldi che si raccolgono durante le iniziative, sempre a sottoscrizionelibera e volontaria, vengono utilizzati per coprire le spese o perorganizzare le prossime iniziative. Tutti i conti sono pubblicati sulsito web.

Importanteè poi la petizione popolare per la manutenzione e la riqualificazionedi piazza Medaglia d’Oro presentata alla municipalità e che vantandooltre 1000 adesioni da Maggio ha dato già i primi frutti: sono statiaggiunti altri cestini dei rifiuti, c’è stato un intervento digiardinaggio e la piazza è stata ripulita anche se si attendono ancorainterventi di illuminazione e il lavori al campo di basket.

Lafanghiglia, le luci fioche, i rifiuti disseminati non ci hanno maiimpedito di giocare a pallone nel centro, o di chiacchierare neigiardinetti, sulle panchine, seduti sui muretti. Ma quello che vorremmofosse il posto che frequentiamo tutti i giorni dopo la scuola,l'università o il lavoro, deve essere qualcosa di più. Così, abbiamoorganizzato aperitivi, feste, tornei di calcetto e basket antirazzistie concerti all' interno della piazza per ribadire che è un luogonostro, è un luogo di tutti, e che vogliamo viverlo e riprendercelo.

Dunque un altro esempio di cittadinanza attiva a fronte di scarsi e inefficaci stimoli istituzionali

 

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