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Gloriaesposito Solo i fatti contano
“Vivere insieme. Immigrazione, convivenza e intercultura”, un libro di Dario Spagnuolo
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 14 marzo 2012

Domenica mattina, alla sede della scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant’Egidio, nei pressi di piazzetta Nilo a Napoli, tante facce, tutte sorridenti. Poco “diverse” se non, forse, per la nazionalità. Più che un pubblico, una famiglia. Tanti, tanti, tanti, accorsi per la presentazione del libro “Vivere insieme: immigrazione, convivenza e cultura” del loro “maestro” Dario Spagnuolo, da anni impegnato sul campo ad insegnare l’italiano agli stranieri.

“Il libro fornisce degli occhiali per analizzare il mondo in maniera meno miope. Perché si sa, più gli avvenimenti sono vicini a noi e più è difficile capirli” spiega M. Sabatini, altra insegnante d’italiano per immigrati, ricordando quanti episodi di razzismo hanno sconvolto anche Napoli, un tempo considerata città “immune” dalla xenofobia.

La verità è che troppo spesso ci si dimentica quanti e quali sacrifici gli stranieri devono superare per poter raggiungere l’ Italia e viverci, lasciando la famiglia, le proprie radici, le proprie abitudini e convinzioni per inseguire un futuro migliore; quante privazioni e che sensazioni di straniamento debbano provare in un paese diverso, anche e soprattutto dal punto di vista linguistico e culturale.

E’ così, quindi, all’interno del libro, che il professore Dario Spagnuolo racconta la sua esperienza di insegnamento, ed anche l’esperienza di tanti migranti, analizzando da un lato i fenomeni migratori, propri della sua formazione da geografo, dall’altra soffermandosi sugli individui, non sulle categorie e le semplificazioni astratte dello “straniero”. Devo dire la verità: quello che più mi ha colpito alla presentazione di “Vivere insieme”, da spettatrice, è stata la volontà e la gioia delle persone che seguono il corso di lingua italiana del docente Dario Spagnuolo, di dire pubblicamente una parola su di lui e sul suo volume.

Una signora, credo dall’accento originaria dell’Europa dell’Est, ha detto testuali parole: “sono felice da morire, ho conosciuto una persona molto buona, buona di animo. Quando l’ho accompagnato nei suoi giri di distribuzione dei panini ai senzatetto, io ho visto come aspettavano lui che portava panini. Ho visto che possiamo insieme aiutare. Non si può fare del male a lui, anche se vuoi, perché è troppo buono”. Un’altra signora, Ofelia, da vent’anni a Napoli ma originaria del Perù, ha ricordato che “bisogna continuare a studiare, se no la mente si perde.

Questo libro fa conoscere a tutti i dolori che abbiamo passato e i sacrifici che abbiamo fatto e come andiamo avanti. Negli anni 90, non c’erano istituzioni a cui rivolgersi per avere un’informazione, anche sanitarie, adesso ci sono scuole come quella della Comunità di Sant’Egidio. Ringrazio l’Italia: noi cerchiamo di aiutarla lavorando, per uscire dalla crisi tutti insieme”.

Nonostante, infatti, gli stranieri balzino alle cronache solo per stupri, omicidi, sbarchi, dobbiamo sempre aver presente che in Italia sono presenti 5 milioni di stranieri regolari con 250000 di essi che fanno attività imprenditoriale e che producono complessivamente l’11 % del PIL.

“Quello che ho sempre ritenuto un pregio dei migranti è la loro capacità di reagire al cambiamento, anche negativo. In particolare, il loro coraggio. Coraggio che all’Italia manca” spiega il professore Dario Spagnuolo, a conclusione della mattinata, aggiungendo: “Se vogliamo rimanere chiusi, perderemo l’occasione di accogliere nuove idee e imparare a confrontarci con qualcosa di sconosciuto, così come fanno gli stranieri quando lasciano il proprio paese. Non dobbiamo morire nelle nostre paure, ma bisogna stare insieme, per uscire insieme anche dalla crisi.”

Una lezione di vita.

Intercultura: l' associazione di scambi interculturali per liceali
post pubblicato in Articoli pubblicati per la rivista web www.contesti.eu, il 30 settembre 2010
 

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, un gruppo di giovani americani organizzò a Parigi una rete di ambulanze in appoggio all’ospedale americano di Neuilly. Tra questi ragazzi ricordiamo in particolare Ernest Hemingway e John Dos Passos, famosissimi scrittori e intellettuali.

Intercultura: l' associazione di scambi interculturali per liceali

Fonte immagine: intercultura.it

Alla fine del conflitto i volontari di AFS/Intercultura scrissero: Per quattro anni abbiamo cercato di far capire l’America ai francesi e la Francia agli americani: questo sforzo non può e non deve finire con la guerra. Creeremo borse di studio per francesi in America e per americani in Francia.

Inizia cosi la storia di AFS come associazione di scambi culturali. Nel 1955 nasce in Italia AFS associazione italiana, nota oggi come Intercultura che è una onlus. Nel corso degli ultimi decenni, la sua organizzazione si espande fino a toccare tutti i continenti attraverso numerosissimi centri locali. Oggi è la maggiore associazione nel settore. Nel 1987 ha ricevuto il Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio e nel 1995 il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato. Nel 2005 Intercultura ha festeggiato i suoi 50 anni di attività in Italia con eventi culturali svolti sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e col Patrocino del Ministero degli Esteri. Poste Italiane, per l’occasione, ha messo il francobollo per celebrare l’importante ricorrenza.

Intercultura si occupa di scambi internazionali per i ragazzi dai 15 ai 18 anni. Gli adolescenti stranieri che vengono in Italia frequentano l’anno scolastico negli istituti superiori italiani normalmente, così come fanno i ragazzi italiani che partono per l’estero nelle scuole dei paesi di destinazione. Tutti i giovani che seguono i programmi di Intercultura vengono ospitati da famiglie volontarie attentamente selezionate e abbinate per gusti, interessi, abitudini in comune. La parte più difficile è reggere l’impatto con una realtà diversa rispetto a quella che si immaginava: superare gli stereotipi è lo sforzo più grande, ma dopo il percorso è tutto in discesa spiega Angela Piccinini, presidentessa del Centro Locale di Napoli. I programmi di Afs Intercultura sono bimestrali, trimestrali, semestrali o annuali. I giovani italiani e gli stranieri che partono sostengono dei test attitudinali e dei colloqui con psicologi affinché anche i genitori siano adeguatamente rassicurati sul fatto che i figli siano davvero pronti a partecipare a questa bella ma intensa esperienza.

Per quanto riguarda la preparazione, Intercultura propone un percorso da fare insieme con le famiglie, i giovani e la scuola costantemente sostenuti dai volontari di AFS:

Si tratta di collaborare alla costruzione di una società a misura d'uomo in un mondo trasformato in villaggio dalla tecnologia, dove il conflitto non sia dissimulato o risolto con la violenza, ma sia fonte di soluzioni originali e di progresso e dove le soluzioni emergenti non siano sempre quelle delle nazioni più ricche, ma riflettano anche quelle emarginate, oggi spesso senza terra, nazione o parola. Intercultura vuole infine dialogare con il sistema scolastico del nostro Paese per sensibilizzarlo alle tematiche interculturali.

Proprio per far sì che il progetto educativo alla mondialità, vissuto attraverso le esperienza di ognuno, sia portato avanti effettivamente, Intercultura organizza numerosi incontri, lezioni interculturali, campi di orientamento per i ragazzi stranieri durante tutto l’anno, momenti di discussione tra tutti coloro che prendono parte all’Associazione tenuti da volontari e dagli stessi ragazzi che raccontano agli interessati le belle e formative esperienze che hanno vissuto all’estero.

Per saperne di più su come candidare la propria famiglia ad accogliere i ragazzi stranieri oppure sui programmi d’invio all’estero dell’associazione per i giovani italiani, rimando al sito di Intercultura

Borse di studio: si punta all'estero
 
È stato da poco pubblicato il bando della Regione che offre agli
studenti residenti sul territorio regionale borse per soggiornare
all’estero per un intero anno scolastico o per un semestre
gratuitamente. I requisiti per concorrere all’assegnazione delle
borse di studio, cofinanziate anche dalla fondazione Intercultura,
sono: essere nati entro il 31 agosto 1995 per l’esperienza annuale
o entro il 31 luglio per quelle semestrali e essere iscritti ad un
istituto secondario superiore della Campania frequentando
il terzo anno. Le borse di studio annuali disponibili sono diciotto,
con destinazioni che comprendono paesi europei ma anche asiatici
e mediterranei mentre le otto semestrali riguardano alcuni paesi
dell'America del Sud oltre alla Thailandia. Gli studenti che partiranno,
 verranno accolti da una famiglia attentamente selezionata e
frequenteranno la scuola insieme ai ragazzi del posto. Per accedere
 alle selezioni che consisteranno in un test attitudinale e in un
colloquio, bisogna iscriversi entro il 17 novembre sul sito
www.intercultura.it oppure consultare www.giovani.regione.campania.it

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Intercultura: dalla Cina a Napoli

Sono sette i ragazzi stranieri che vivranno e studieranno in Italia, per un anno, grazie all’associazione no profit “Afs Intercultura”, che si occupa di scambi interculturali tra studenti liceali. Arrivati a Napoli all’inizio di Settembre, i giovani provenienti dall’Albania, dalla Tunisia, dalla Thailandia, dalla Cina, dall’Austria e dal Portogallo, frequenteranno un intero anno scolastico, ospitati gratuitamente dalle famiglie napoletane che credono all’importanza del contatto con altre culture. Gli istituti superiori coinvolti nel progetto sono l’ “Imbriani” di Pomigliano D’Arco, il “Masullo” di Nola, il “Mazzini”, il “Genovesi”, il Convitto “Vittorio Emanuele II” di Napoli e il “Petronio” di Pozzuoli. Gli studenti inoltre frequenteranno per due pomeriggi alla settimana un corso di italiano presso il “CISS” a piazza Bernini e saranno affidati ad un tutor, volontario di Intercultura, che si occuperà di mediare tra famiglia ospitante e ragazzo, in caso di piccole conflittualità che potrebbero sorgere a causa delle diverse abitudini culturali. I giovani parteciperanno anche ad un “campo d’orientamento” a metà Ottobre, per fare il punto sul grado d’integrazione raggiunto. Per informazioni, contattare il sito:www.intercultura.it.


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permalink | inviato da Gloria Esposito il 22/9/2009 alle 19:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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