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Gloriaesposito Solo i fatti contano
Confessioni di un killer, il nuovo libro di Daniela De Crescenzo
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 3 aprile 2012

Oreste Spagnuolo, braccio armato della camorra, uno degli uomini più sanguinari del gruppo di Setola, uno dei protagonisti più feroci della storia nera della strage di Castel Volturno si racconta in presa diretta, nel bellissimo libro “Confessioni di un killer” della giornalista de Il Mattino, Daniela De Crescenzo.

Il volume è il racconto a ritroso dei ricordi di Spagnuolo: dalla sua infanzia ai primi furti, dall’affiliazione al clan ai plurimi omicidi, dalla vita in carcere fino ad adesso che è un collaboratore di Stato, “ma non perché si sia realmente pentito, solo perché di nuovo ha preferito la scelta più comoda” spiega la giornalista.
 
Nel racconto, come un non luogo di narrazione, si staglia la desolata periferia tra Castel Volturno e Casal di Principe, zona insozzata troppe volte da storie di morti ammazzati e camorra. Tra uomini e no, tra gente disumana e sangue, come una luce, unica, nel buio della morte, Gianluca, il carabiniere che, con il suo coraggio e la passione per il suo lavoro, arresta non solo Spagnuolo ma anche molti altri del clan.
La faccia di Spagnuolo, quando lui raccontava del suo arresto, lasciava intendere una sorta di orgoglio quando diceva: m’ha arrestat’ Gianluca. Perché in fondo, nonostante Spagnuolo fosse solo un vigliacco, un balordo, lo sapeva dentro di sé che Gianluca era meglio di lui e che il carabiniere era l’unico volto dello Stato in cui si poteva riconoscere e che forse poteva rispettare.
Una storia dunque che spiega sicuramente qualcosa di come un uomo arriva ad essere un non- uomo e di come, in fondo al tunnel, ci può essere un nuovo giorno per le periferie di Napoli, grazie soprattutto ad un pool di magistrati totalmente dediti allo Stato e sempre in prima linea per combattere la criminalità organizzata.
 
 
Tutto questo in “Confessioni di un killer”, libro scorrevole e intenso, edito da “L’ancora del Mediterraneo”.
Inchiesta camorra e imprese: arrestati docenti universitari e commercialisti
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 20 marzo 2012
Sorpresa e sgomento. Queste le reazioni a caldo da parte dei docenti di Monte Sant’Angelo. Già, perché quello di ieri notte non è stato un blitz come se ne sentono tanti nei telegiornali. Questa volta, infatti, tra gli arrestati ci sono anche professori di spicco della facoltà di Economia della Federico II di Napoli. I protagonisti – alcuni docenti e collaboratori di diritto tributario – che figurano tra le 60 persone coinvolte nell’intera operazione svoltasi prevalentemente in Campania, sono stati raggiunti di notte dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia, e pervenuta dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza.
 
L’inchiesta giudiziaria, che riguarda ben 16 persone nel ruolo di giudici tributari, in aggiunta a funzionari deputati al controllo fiscale e commercialisti, si è incentrata inizialmente sugli “affari illeciti” di esponenti del clan Fabbrocino, della zona di Nola e vesuviana; poi via via si è estesa fino a coinvolgere dipendenti pubblici e imprenditori.
 
Si può leggere da “Il Mattino” di Napoli: “Gli inquirenti e i finanzieri hanno accertato che decine di contenziosi tributari sarebbero stati oggetto di episodi di corruzione e che in tal modo si sarebbero risolti in maniera favorevole ai ricorrenti, spesso in odore di camorra, con grave danno per le casse dello Stato”.
 
I reati contestati nell’intera inchiesta ai vari indagati sono numerosi e molto “gravi”: dal concorso esterno in associazione camorristica al riciclaggio, dalla corruzione in atti giudiziari al falso.
 
Oltre all’esecuzione di arresti domiciliari, detenzione in carcere e divieto di dimora a Napoli, sono stati pure sequestrati beni immobili, titoli azionari, automobili per circa un miliardo di euro.
Wikileaks: gli affari sporchi della camorra
post pubblicato in Articoli pubblicati sul sito www.lacampaniagiovane.it, il 16 gennaio 2011

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NAPOLI - Wikileaks continua in questi giorni la pubblicazione dei cablogrammi provenienti dai canali diplomatici statunitensi. Una rivelazione degli ultimi giorni riguarda un documento proveniente dal consolato degli Stati Uniti a Napoli. Emerge un quadro inquietante: la camorra gestisce “importazioni a basso costo” di prodotti alimentari che vengono etichettati come “made in Campania” e che vanno "dalle mele cariche di pesticidi della Moldova al sale del Marocco infestato da E. coli", che è l’abbreviazione di escherichia coli, un batterio la cui presenza costituisce il principale indicatore di contaminazione fecale. È quello che J. Patrick Truhn riferisce, citando in un dispaccio del giugno 2008 un comandante dei carabinieri come fonte. Si legge poi anche dei panifici di proprietà della camorra, che utilizzano materiali tossici, e dello scrittore Roberto Saviano, che per il console è “un modello reale” di lotta alle mafie: “Il libro e il film di Roberto Saviano sono fattori chiave per convincere gli italiani che la criminalità organizzata non è solo un problema meridionale, bensì un problema italiano". Intanto, evidentemente per far conoscere meglio la problematica “mafia” al grande pubblico, la Rai non ha ritenuto opportuno accordare a Saviano e Fazio altre puntante della trasmissione di Raitre “Vieni via con me”. Poi dicono che gli Usa non sono “avanti”.

 

G. Esposito

Presentato il libro O' Cecato di Daniela De Crescenzo
post pubblicato in Articoli pubblicati per la rivista web www.contesti.eu, il 15 febbraio 2010
 

In occasione della presentazione del libro di Daniela De Crescenzo, si è parlato dell’intreccio camorra e politica.

o_cecatoNella cronaca nazionale, le ultime dichiarazioni di Massimo Ciancimino nel processo Mori hanno fatto scalpore, perché non solo Forza Italia avrebbe goduto dell'appoggio elettorale della mafia, ma si presenterebbe un inquietante scenario che lega Provenzano a Dell’Utri e Berlusconi, nell’ambito della famosa trattativa Stato-mafia seguita al periodo stragista.

D’altro canto il Parlamento, qualche settimana fa, ha rifiutato la richiesta d’arresto per concorso esterno in associazione camorristica di Cosentino, che molti pentiti hanno indicato come legato al clan dei Casalesi, tuttora parlamentare, Presidente del CIPE e Sottosegretario alle Finanze.

In questo quadro di rapporti tra potere e criminalità organizzata, diventa importante scrivere e continuare a parlare di camorra.

L’11 Febbraio scorso, nella sala della Feltrinelli di Napoli, si è dunque discusso del libro “'O Cecato”, una sorta di diario di tutto quello che è accaduto nel 2008 ad opera di Setola, il killer che mise a ferro e fuoco la zona tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, aprendo una stagione di stragi. Spiega l'autrice, Daniela De Crescenzo, cronista de Il Mattino:

Ho scritto il libro perché è stata un’occasione di approfondimento: non riuscivo a capire come, nonostante i vari commissariamenti e l’attenzione dei mass media, la camorra riuscisse comunque a gestire lo smaltimento rifiuti, non solo illegalmente ma soprattutto legalmente. La dinamica era questa: l’infiltrazione nelle società miste pubblico-privato che si occupavano di rifiuti.

Accanto all’autrice, due presenze importanti della lotta contro la camorra: Rosaria Capacchione, anch'essa cronista de Il Mattino, sotto scorta per aver raccontato il processo Spartacus (il maxiprocesso che ha visto come imputati i capi dei vari clan dei Casalesi) e Raffaele Cantone, ex pm alla DDA di Napoli ed ora magistrato in Cassazione, che  racconta:

Già mi ero occupato di Setola, all'epoca un uomo di secondo piano dei Bidognetti,  poi riuscì ad uscire dal carcere grazie ad una perizia medica che dichiarava la sua cecità, nei fatti confutata in seguito dalla precisione dei suoi spari,

aggiungendo che

Setola si mise a capo di una banda di cani sciolti, dinamica mai vista, per restaurare la supremazia dei Casalesi dopo la pubblicazione di Gomorra e le sentenze di II Grado del processo Spartacus.

Ha poi spiegato la Capacchione che

Setola rappresenta il pezzo di storia camorristica più sanguinaria perché colpisce i cittadini che hanno trovato la forza di denunciare, insinuando di nuovo la paura nelle persone che stavano appena iniziando a fidarsi dello Stato.

Altro tema del libro è il doppio filo che unisce il braccio armato Setola, del clan dei Casalesi, a Vassallo, la faccia imprenditoriale della camorra, che una volta pentito inizia a denunciare il malaffare dei rifiuti.

La forza dei casalesi è che diviene punto di riferimento anche per le aziende del Nord nell’affare rifiuti

spiega Cantone, delineando un’economia marcia che investe tutta la nazione. Il magistrato perciò auspica un’attenzione vigile sulle malefatte della camorra, anche adesso che i riflettori si abbasseranno dopo la conclusione del processo Spartacus, perché la battaglia non è vinta.

La Capacchione, aggredita all’uscita della presentazione da alcuni familiari del boss latitante Antonio Iovine, conclude rispondendo cosi ad una domanda del pubblico in sala:

Il cosiddetto processo breve non riguarderà i reati mafiosi in senso stretto, perché sono stati esclusi, ma quelli correlati: sarà la normale quotidianità malavitosa dei clan a giovarsene.

O' Cecato, il libro di Daniela De Crescenzo
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 24 dicembre 2009
Il libro di Daniela De Crescenzo “O’ Cecato” (editore Tullio Pironti) non dà tregua. È una cronistoria-diario di dieci mesi che aiuta il lettore ad addentrarsi nell’enorme e fitta trama del malaffare e lo orienta in quello che c’è da conoscere sulla storia recente della camorra: dai delitti alle indagini, dai politici conniventi (anche quelli non indagati) alle ricostruzioni di ciò che è accaduto nel passato recente. Finito di scrivere più o meno un anno fa, il libro è ancora attualissimo: “I Casalesi fanno affari in tutti i campi. E con tutti. Uno dei loro amici- è sempre Vassallo a parlare- si chiama Luigi Cesaro”.
 
Luigi Cesaro è l’attuale presidente della provincia di Napoli, eletto con il 58 % dei voti nel giugno del 2009.
 
Oltre a lui, altri politici di primo piano saranno chiamati in causa dalle dichiarazioni di pentiti e non, come Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl campano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
 
“O’ Cecato” è però anche altro: il ritratto della brutalità e della spietatezza della camorra, del superkiller Setola ovviamente, e dei suoi sottoposti, degli amici, degli affiliati, di tutti coloro che avrebbero potuto cambiare le cose e non l’hanno fatto; ma anche il ritratto di uomini e donne coraggiose come Silvana Giusti, “una che non si tira mai indietro”, poliziotta della squadra mobile di Caserta che sa come e quando aiutare chi è in difficoltà.
 
Capita che nel mondo grigio e nascosto delle organizzazioni criminali ci si perda. Spesso gli articoli a spezzoni dei processi non riescono a dare il senso di quello che succede. Spesso, solo per paura o menefreghismo, non ci si interroga più di tanto sulla realtà che ci circonda, eppure a volte non possiamo tirarci indietro. “O’ Cecato”, tirando le somme, rappresenta il tentativo ben riuscito di avvicinare l’uomo comune alle esperienze di una delle più brillanti croniste de Il Mattino, la De Crescenzo. E quello di non dimenticare che prima del male e del bene ci sono le scelte, i volti, le storie, le passioni, le cattiverie e gli eroismi degli esseri umani.
La generazione disoccupata
post pubblicato in Articoli pubblicati per il sito www.agoravox.it, il 5 novembre 2009

L’Unione Europea ha visto al rialzo la previsione del PIL, a – 4.7% invece di – 5%. Tutti i giornali hanno dato questa notizia, come se invece di una stima si trattasse della soluzione alla crisi. Ma così non è.
 
Se si esce per strada e si chiede ai giovani che ne pensano di quello che li aspetta, la risposta sarà: il nulla. Questa generazione di laureandi e neolaureati troverà di fronte a sé il terrore di scoprire che non basta “essere bravi, buoni e disciplinati” come ci hanno ripetuto per anni in famiglia, nella scuola e forse all’università. La realtà è che semplicemente non c’è posto per noi. E mai senso fu più letterale. Non basta un curriculum, non bastano le competenze (come forse mai in questa Italia sono state sufficienti e necessarie) e non so fino a che punto, a questo livello di degrado e di mancanza di dignità, siano sufficienti le solite raccomandazioni per chi ha santi in paradiso.

Qualche giorno fa discutevo con un amico, Giorgio, 22 anni, che frequenta con passione il quarto anno di Giurisprudenza e che mi ha aperto gli occhi: “Sto mettendo da parte ogni risparmio per potermi un giorno permettere di andare all’estero: non posso stare in questo paese che è sempre moribondo e non muore mai. Preferisco andarmene, salvare il salvabile, i miei affetti e poi tornare, semmai vi saranno le condizioni per ricostruire questo paese daccapo”. Avrei voluto ribattergli qualcosa, ma le parole mi si sono strozzate in gola e ho pensato per un attimo, un attimo fatale direi: “Ma si! Questo sistema lasciamolo morire: andiamocene tutti, noi giovani, tutti, lasciamo la camorra, la politica, i disonesti, i vigliacchi, i farabutti, i furbi e gli ottusi, che si scannino tra loro! E poi ricostruiamo il nostro paese da zero”.
 
A prima vista sembra un ragionamento da vili qualunquisti, ma così non è. Questo paese è il paese dei disonesti, dei furbi, dei corruttori, dei puttanieri, degli arraffoni o, come ha detto Giorgio usando un gergo più elegante, “è il paese dove gli interessi particolari prevalgono sistematicamente su quelli generali”.
 
Mi farebbe ridere quasi la realtà, se non fosse così desolante: tra qualche anno di nulla, potrei anche ritrovarmi a dire “beati i precari, almeno un posto ce l’hanno!”.
Questo sistema vuole la guerra tra i poveri? Ebbene, anche quest’ultima soddisfazione non la daremo a chi non solo ci ha tolto il futuro, ma soprattutto il diritto a vivere con civiltà.
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